Il Fronte Dolomitico La Grande Guerra sulle Dolomiti
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici ...
Meditate che questo è stato.
Primo Levi
La guerra sulle Dolomiti è stata forse
la più meravigliosa fra le campagne di guerra ...
dev'essere stato come
prendere d'assalto il cielo.
Herbert George Wells
Non ho mai ucciso per uccidere.
Ho ucciso per tornare a casa,
e per salvare i miei compagni.
Mario Rigoni Stern
Gli uomini
Questo sito è dedicato alla memoria di tutti quegli uomini che hanno dovuto
convivere con la Grande Guerra sulle Dolomiti nei giorni che vanno dal 24
maggio 1915 al 10 novembre 1917. Più che ai combattenti è un omaggio agli uomini,
con i loro eroismi e le loro miserie, alle decine di migliaia di vittime di tutti
gli eserciti che in quei quasi mille giorni di guerra hanno scritto le più belle
pagine di ardimento e di alpinismo della storia recente. Noi non li dimentichiamo!
Il Fronte
Il Col di Lana, il Sief, la Cengia Martini sul Lagazuoi sopra il Passo Falzarego,
Son Pauses, Cortina d'Ampezzo con le Tofane ed il Castelletto, il Cristallo ed
il Forame, il Monte Piana, le Tre Cime ed il Paterno, la Croda Rossa con la Cima
Undici ed il Passo della Sentinella per finire con la Cresta di Confine sopra
Montecroce Comelico. Foto di guerra (molte provenienti da
collezioni private), toponomastica ed itinerari uniti alle moderne tecnologie
per ricordare tramite la narrazione
degli eventi, la tempesta di ferro e fuoco che li ha sconvolti.
La Storia
La cronaca giorno per giorno dei 900 giorni del Fronte Dolomitico, i bollettini
ufficiali dei due Comandi Supremi. A queste si unisce la descrizione delle truppe
impegnate nel conflitto e delle armi in dotazione.
Una sezione è inoltre dedicata alla ritirata della IV Armata dal Cadore, un capitolo
spesso trascurato della storia della Grande Guerra sui monti.
Le Vestigia
Dell'epoca ci rimangono oggi gli "sfregi" sui monti, i forti, le trincee che con pazienza alcune
associazioni si curano di preservare dalle ingiurie degli anni, i sacrari ed i monumenti a ricordo
dei singoli combattenti oppure semplicemente gli oggetti di uso quotidiano che talvolta la
montagna ci restituisce. Il tutto a ricordare che lassù, dove oggi il silenzio ci incanta, tuonava
il cannone e la morte esigeva il suo penoso tributo quotidiano.
Le Fonti
Le appassionate ricostruzioni di chi quei giorni li visse veramente (Berti, Schneeberger,
Pieri) oppure le ricostruzioni dei migliori storici (Schemfil, Schaumann, Viazzi) unite alle
ricerche dei moderni cultori e storiografi. Ma la memoria ha un nuovo potente
alleato nel mondo di internet, laddove un numero sempre maggiore di appassionati
pubblica le proprie ricerche e/o testimonianze oppure cerca informazioni sui propri
parenti coinvolti nel conflitto.
Le Testimonianze
La guerra fu combattuta soprattutto dagli umili: montanari delle valli
contese e contadini delle regioni più remote. In tutte quelle anime semplici rimasero
tracce indelebili che nei casi più fortunati sono giunte a noi sotto forma di lettere
a casa, diari, cartoline, appunti di vita al fronte. Molte di queste non possono,
per ovvi motivi, essere riportate nei testi in commercio, ma sono in assoluto le
testimonianze più vere e toccanti.
Nessuno, forse, sa più
perchè sei sepolto lassù
nel camposanto sperduto
sull'alpe, soldato, Caduto.
Nessuno sa più chi tu sia,
soldato di fanteria;
coperto di erbe e di terra,
vestito del saio di guerra,
l'elmetto sulle ventitré.
Nessuno ricorda perchè
posato la vanga, il badile
portando a tracolla il fucile
salivi sull'alpe; salivi
cantavi e di piombo morivi
ed altri morivan con te.
Ed ora sei tutto di Dio;
il sole, la pioggia, l'oblio
t'han tolto anche il nome d'in fronte.
Non sei che una croce sul monte
che dura nei turbini e tace
custode di gloria e di pace.
Questo sito vive anche grazie a:
Danilo Morell per tutto quel che riguarda il Col di Lana, le foto d'epoca e lo scavo
Gianni Mandelli che trova tutti gli errori e regala sempre preziosi consigli
Alessandro Allegri, l'inviato in "zona di guerra" ed insostituibile guida nelle escursioni
Franco Licini, il fornitore di biografie
Elisa Fiorelli, che produce foto e video bellissimi
Vincenzo Pilotto, anima e memoria del Cadore
Un grazie di cuore ...
a Daniele (Gira), perchè senza Cime e Trincee sarebbe un web molto più povero;
a Mauro Z., perchè il primo link non si scorda mai;
a Riccardo Z., perchè il Comelico visto coi suoi occhi è tutta un'altra cosa;
a Max D.K. e Manuel P., perchè simpatia e disponibilità sono merce rara oggi;
a Mauro A., per le dritte sulle mappe e cartine;
ad Enzo Z., perchè la sezione sulle brigate di fanteria la devo a lui;
a Roberto V., perchè la prima "citazione" è un passo fondamentale;
a Gian Carlo M., per i testamenti dei soldati;
ad Arturo A., per la storia e l'album del cap. Muttini;
a Patrizia T., per la storia di Stefano Equestri;
a Marco G., per la storia del s.ten. Gentili;
a Claudio P., per le cartoline e le medaglie;
alle case editrici LINT e MURSIA per la disponibilità dimostrata;
al comune di San Candido, per la fulminea gentilezza;
al personale dei sacrari militari di Pocol, Cima Grappa e Asiago, per i dati;
al custode del sacrario di Pocol, per la disponibilità;
ai colleghi d'ufficio, perchè sfottono ma alla fine aiutano ... e poi ci prendono gusto!
ad E. per tutto quello che rappresenta;
a tutti voi che leggete, per la pazienza, la curiosità e la simpatia che dimostrate