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Descrizione
Una semplice passeggiata all'ombra delle Tre Cime di Lavaredo.
Impressionante l'inizio del sentiero, subito dopo il rif. Auronzo, dal quale si
domina la Val Marzon ed alla fine il lago di Auronzo. Paesaggisticamente
impareggiabile per lo spettacolo delle tre guglie dolomitiche; verso W-NW si possono
vedere la Croda dei Toni, Cima Undici ed altre cime della zona di Sesto. Passata
la forcella Lavaredo si apre lo splendido panorama della Grava Longa e si possono
ammirare il Paterno, il Sasso di Sesto e la Torre di Toblin.
Indicazioni e punti di appoggio
Numerosi i rifugi in questa breve escursione: dal Rif. Auronzo (raggiungibile in
auto su strada a pedaggio, 20 euro nel 2008) al Rif. Lavaredo, posto prima della
breve salita verso F. Lavaredo. Infine, sulla F. di Toblin, tra il Paterno ed il
Sasso di Sesto, il Rif. Locatelli. Ristori dunque garantiti, e possibilità di
effettuare più tappe; inutile però negare che il panorama sul versante N delle Tre Cime
che si può godere dal Rif. Locatelli è il premio più ambito di questa giornata.
Il ritorno si può effettuare per lo stesso percorso, oppure, per chi ha più
energie e tempo, facendo il giro delle Tre Cime.
Spunti storici
La Storia (con la 'S' maiuscola) ci avvolge per tutto il sentiero. Fin dall'inizio
si possono immaginare gli attendamenti italiani a Longeres (versante S delle Tre
Cime), fino ad arrivare ai resti della caserma italiana presso i Piani di Lavaredo
(poco dopo il Rif. Lavaredo).
Tra il Rif. Auronzo ed il Rif. Lavaredo, si può incontrare la chiesetta inizialmente
dedicata a Maria Ausiliatrice ed ormai nota come Madonna della Croda; tale edificio
fu fortemente voluto da don Piero Zangrando (cappellano del 7° Alpini, batt. Val
Piave) tanto che per la sua costruzione, alcune tavole di legno vennero procurate
in modo non propriamente "lecito", motivo per cui la chiesetta è anche nota con il
nome di "Madonna del Furto".
Un piccolo sforzo e si giunge alla F. Lavaredo. Qui
immaginate le truppe italiane che si trincerano (resti di postazioni si trovano
alla base della Cima Piccola) ed osservano dritto innanzi la Drei Zinnen Hütte
(oggi Rif. Locatelli), base di partenza degli austriaci. Provate anche ad immaginare
gli sforzi degli austriaci nel risalire la Grava Longa il 26 maggio per attaccare
la Forcella, e capirete perchè un attacco in quelle condizioni fosse davvero un'impresa
azzardata.
Giunti al Rif. Locatelli, osservate il Paterno (verso N) con la Forcella del Camoscio
(dove gli italiani avevano piazzato un cannone) e vi sarà chiara l'importanza di
quella cima, per la cui conquista cadde Innerkofler. Verso S invece il Sasso di
Sesto, perforato dai bersaglieri italiani per difendersi dagli austriaci della
Torre di Toblin. Non vi sfuggirà l'esposizione della posizione italiana della vetta
nei confronti degli austriaci; dedicate dunque un pensiero a chi in quelle posizioni
viveva con le quotidiane insidie dell'avversario e della natura.
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