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All'inizio delle ostilità la principale linea di difesa austriaca in zona era molto
sguarnita ed era presidiata solamente da:
- fondovalle: 157° Landstürm più la 1ª compagnia del battaglione Innsbruck II
degli Standschützen
- linea Mitterberg - Hornischeck (Monte Arnese)/Eisenreich (Montagna del Ferro):
il battaglione Innsbruck I degli
Standschützen su 3 compagnie più una compagnia di Landstürm e tre compagnie
del 1° Kaiserjäger
- artiglieria: 3 cannoni da 120 tolti dal forte Haideck ed un cannone da
montagna sull'Innergsell (Monte Gasella di Dentro) difesi dagli Standschützen
di Sillian ed una compagnia di Landstürm
- riserva: 2ª compagnia del battaglione Innsbruck II degli Standschützen
Il Forte Haideck
(Fonte: Kubler - Reider, "Guerra a Sesto e dintorni", Athesia)
Fin dal 16 maggio, la 68ª del Pieve di Cadore (cap. Baratta, s.ten. Corniani, Cunico,
Casali e Busa) si trasferisce da Padola (dove ha
trascorso la maggior parte dell'inverno) al passo di Montecroce e traccia le prime
linee a sud del Passo, sui costoni che fiancheggiano la strada. Il 20 maggio
un plotone scava trincee sulla Cresta di Vallorera. Il 22 un altro plotone sale sul
Col Quaternà e ne occupa la cima, per poi essere raggiunto dal resto della
compagnia, che ha lasciato le trincee del Passo al 70° (brigata Ancona). Lo stesso
giorno si scorgono sui Frugnoni 3 austriaci che osservono col binocolo e prendono
appunti. Viene quindi inviato sulla cresta dei Frugnoni il 2°/68ª (s.ten. Corniani)
allo scopo di catturare la pattuglia austriaca. Il giorno successivo (23 maggio)
gli austriaci sono effettivamente circondati e due di loro sono catturati con le
armi cariche in territorio italiano! Il 24 una piccola pattuglia di 4/5 uomini,
oltrepassata Forcella Pala degli Orti, sale su Cima Vanscuro. Un'altra pattuglia
viene spinta più ad est, verso il Cavallino, ma fa ritorno senza aver trovato
tracce di militari austriaci.
Il 24 maggio tutti si aspettano il grande attacco italiano che però non si verifica, anzi
sono gli austriaci che sparano con i pezzi da 120 contro la Cima dei Collesei e contro
il passo di Montecroce dove gli italiani si stanno trincerando. Sparsi sulle creste
gli Standschützen del battaglione Innsbruck I (2 compagnie) scavano nella
neve ancora alta trincee sull'Hahnspiel e sull'Hornischeck. Il 24, 25 e 26 pattuglie
italiane e austriache scendono a rifornirsi di acqua allo stesso lago; si vedono,
ma nessuno spara.
Sempre il 26 il plotone Corniani disloca una squadra di 16 alpini a compiere
un'esplorazione verso il Lago di Obstanz. Ritornano tutti illesi ma alcune fonti
austriache parleranno di "gravi perdite" e di quasi 100 alpini respinti.
Il 27 maggio giungono i rinforzi austriaci costituiti dai primi reparti del 59°
IR ("Rainer") ed il gen. Bankowsky ordina di occupare la linea di confine:
la 4ª compagnia si attesta sulle vette tra l'Eisenreich (Montagna del Ferro)
e Forcella Manzon. Gli italiani reagiscono troppo tardi
inviando due pattuglie ed in seguito un plotone di rinforzo (cap. Baratta) ma gli
Standschützen del s.ten. Kossbacher li respingono; le pattuglie italiane sono
costrette al ritiro, protette dal fuoco degli alpini sui Frugnoni.
Gli italiani iniziano a rinforzare i presidi sui Frugnoni e Cima Vanscuro,
mentre il 28 maggio il ten. Stuppock elabora un piano di attacco contro le posizioni
italiane (la pattuglia del cadetto Koch riesce a giungere solo vicino al presidio
della vetta). Tale attacco in realtà è solo un ripiego rispetto a quanto inizialmente
concepito dal gen. Bankowsky, il quale mirava ad eliminare le forze italiane nel
settore, utilizzando il X/59° e la 14ª/3° Landesschützen assieme a 3 battaglioni
di fanti bavaresi. Tale attacco dovette essere annullato per motivi logistici (i
battaglioni bavaresi erano troppo distanti, circa 100 Km dalla zona dell'azione)
ma soprattutto diplomatici, in quanto i soldati tedeschi non avrebbero potuto
aggredire gli italiani in mancanza di una dichiarazione di guerra ufficiale (potevano
infatti solo essere schierati in assetto difensivo).
Il Forte Mitterberg
(Fonte: Schemfil, "Die kamfe im Drei Zinnen ...", Univ. Wagner)
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