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Attacco italiano contro il Roteck
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Tra la fine di maggio ed i primi di giugno erano giunti a rinforzo per gli austriaci
un battaglione di Kaiseräger, uno di Standschützen ed altri reparti
dell'Alpenkorp. Si poterono quindi iniziare i lavori per una linea di resistenza,
lavori che a detta degli stessi austriaci (Schemfil) furono portati a termine
"senza nessuna azione di disturbo da parte del nemico". Il 27 giugno la
linea si sviluppava seguendo le seguenti elevazioni: Burgstall - Schellaboden -
rotabile del passo Montecroce - Seikofel - Pullbach - Roteck - Demut - Schöntalhöhe
- Eisenreich - Frugnoni.
La difesa del Roteck era affidata in quel periodo alla 2ª compagnia del IR 14°, dalla sezione mitragliatrici del battaglione e da due plotoni di standschützen di Hall. Da parte italiana la prima ondata dell'attacco venne affidata al I/92° mentre la seconda a due compagnie del II/92°.
Il Roteck (Fonte: Schemfil, "Die kampfe im Drei Zinnen ...", Univ. Wagner)
La colonna destinata all'attacco del Roteck deve affrontare un cammino lungo ed in
terreno completamente scoperto. Parte la notte tra il 3 ed il 4 agosto: alcune
compagnie si arrampicano per il pendio erboso, altre si addentrano per le due
vallette laterali per percorrerle nel fondo e poi puntare verso la cima.
Il grosso (del I/92°) procede per la valletta del Karbach, mezza compagnia per la valle del Pullbach; i primi giungono presso i reticolati ed abbozzano delle trincee. All'alba le vedette austriache si ritirano come di consueto e proprio in quel momento gli italiani strisciano sotto i reticolati e poi, mentre l'altra mezza compagnia salita per la valletta del Pullbach richiama l'attenzione dei difensori della cima, si lanciano sulle baracche a tergo della cima e sorprendono i difensori. Uno standschütze del battaglione Innsbruck II ricorda così l'episodio:
Infatti 300 metri al di là del Roteck un plotone di Standschützen di Hall è in marcia dalle trincee del Roteck verso le baracche dei laghi Hochgränten per il turno di riposo; è giunto alla China Sattel quando scorge gli italiani sulla cima e torna indietro di slancio. Riesce anche a piazzare una mitragliatrice con la quale scaccia definitivamente gli italiani. Viene respinto anche l'attacco della seconda ondata italiana, ma i successivi tentativi italiani riescono a conquistare nuovamente una parte della posizione. Gli austriaci fanno intervenire le ultime riserve (una compagnia del X/14° IR ed un reparto di genieri). La svolta dei combattimenti si ebbe quando una granata austriaca da 150 centrò in pieno un gruppo di fanti italiani che si stavano raggruppando, lasciando così le truppe nella confusione. Altri rinforzi accorrono dal Demut e dalla Hahnspiel e per gli attaccanti italiani non c'è scampo; anche le opposte artiglierie entrano in azione. Ricorda la standschütze Mörl:
I numeri relativi alle perdite sono molto discordi (a seconda della fonte); ciò che rimane come dato di fatto è che le perdite italiane furono di molto superiori rispetto a quelle austriache. |