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Secondo attacco italiano contro Burgstall e Seikofel
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L'ultimo grande attacco italiano nella zona di Montecroce si verifica il 6 settembre e di diverso rispetto agli attacchi fino ad ora perseguiti si possono registrare tre aspetti principali:
Il gen. Nava aveva ordinato al gen. Piacentini (comandante del I Corpo d'Armata) la conquista della cresta montuosa di confine ad est del passo di Monte Croce; all'operazione vennero destinati i reggimenti 69° e 70° (brigata Ancona, col. Porta), 91° e 92° (brigata Basilicata, gen. Ferrero) e 55° (brigata Marche). Quindi la Ancona attaccherà con 12 compagnie la linea Burgstall - Seikofel, la Basilicata con 7 battaglioni la linea Roteck - Cima Vanscuro, mentre altre 6 compagnie rimangono a presidiare la linea avanzata a cavallo della rotabile che sta a cavallo del passo di Montecroce. La sede del Comando di Divisione è sulla Cresta di Vallorera.
Austriaci nelle trincee del Seikofel (Fonte: archivio Morell)
Lo schieramento austriaco è il seguente: 3 compagnie del Leibregiment sul
fianco sinistro della Valle di Sesto, a cavallo della rotabile e sul Seikofel; 3
compagnie ungheresi di ciclisti ungheresi sul Roteck. Il resto della linea è difeso
da Standschützen (2 compagnie sul Burgstall e sul Seikofel, tre sul Roteck,
tre sulla Schöntalhöhe, due sulla cresta Schöntalhöhe - Eisenreich,
tre sulla cresta Eisenreich - Frugnoni - Vanscuro). Il comando austriaco ha inoltre
previsto l'attacco ed ha inviato tre battaglioni di rinforzo dalla bassa Val
Pusteria.
L'attacco principale fu comunque sferrato contro il Roteck. Presso il Seikofel (Monte Covolo) alle 0.30 (alle 3 secondo Berti) gli artificieri italiani fanno esplodere dei tubi di gelatina per distruggere i reticolati per un raggio di una decina di metri. Fino alle 5 le due artiglierie si scambiano colpi, dopodichè scattano all'assalto i fanti italiani, ma il fuoco del presidio austriaco, supportato da mitragliatrici, lanciabombe ed anche lanciafiamme, stronca l'attacco italiano verso le 7. Alle 8 gli italiani chiedono una tregua per seppellire i morti, ma viene rifiutata.
Austriaci nelle trincee del Burgstall. Sulla destra, la Pala di Popera (Fonte: archivio webmaster) In zona Burgstall (Castelliere) si era frattanto svolto un altro combattimento nel corso del quale la 6ª/70° cercò di conquistare la posizione austriaca. Alle 4.30 esplodono due tubi di gelatina e subito dopo inizia il fuoco di fucileria e delle mitragliatrici postate sulla Gobba Grande di Popera. A circa 100 metri si palesano gli italiani che però vengono respinti fino al Weissbach (Rio Bianco) dalla 4ª compagnia bavarese e dalle mitragliatrici del s.ten. Brunner che lasciano sul campo 64 vittime e 154 feriti. Sotto la parete est della Croda Rossa è completamente fallita l'azione di concorso di altre due compagnie di fanti. |