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Per avere maggiori informazioni riguardo le postazioni ed il morale degli italiani,
da parte austriaca si progettarono piccole azioni il cui scopo principale era quello
di fare prigionieri. Nella zona di combattimento III del sottosettore 10b (magg.
von Cordier) il compito venne affidato al s.ten. conte von Wolkenstein, capoplotone della
16ª/IV/2° Kaiserjäger. Per l'azione che venne scrupolosamente preparata (azione
principale al centro, dimostrative sui due lati) si presentarono volontari 100 uomini
delle compagnie 12ª, 15ª e 16ª e degli Standschützen di Innsbruck e Sillian. Nella
squadra principale sono anche presenti i caporali Goller e Froidl, già distintisi
in precedenza per il loro valore.
La notte sul 14 novembre l'avanzata è resa difficile dall'oscurità e dalla tormenta. La
squadra di Wolkenstein si avvicina al reticolato, lo taglia e giunge fino ai sacchetti
di sabbia di fronte alla trincea italiana. Poi penetra nella trincea e con il
lancio delle bombe a mano causa ben 12 morti.
Alle 8.45 la squadra fa ritorno alle proprie posizioni con 5 prigionieri.
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