|
Attorno alle 17.30 del 6 luglio, la 58ª batteria da montagna italiana centra con 4
colpi il rifugio Zsigmondy. Gli occupanti tentano la fuga ma vengono bersagliati
dai fucili e dalle mitragliatrici che nel frattempo si sono appostati intorno al rifugio.
Alle 1.30 del 7 luglio due plotoni della 96ª del Pieve di Cadore si dirigono verso il rifugio;
uno si ferma a 250 metri per proteggere il plotone che avanza verso il rifugio e
che riesce ad incendiarlo con paglia e gelatina esplosiva. Dietro un rialzo di roccia,
a breve distanza dal Rifugio c'è un gruppo di austriaci; ma il fuoco si spegne
perchè la paglia è bagnata e si deve ricominciare. I locali vengono occupati, ed
asportati tutti gli attrezzi ed oggetti vari, e si appicca nuovamente l'incendio.
Mentre questo divampa, le munizioni abbandonate dal presidio scoppiano con grande
fragore.
Le rovine del Rif. Zsigmondy
(Fonte: Schemfil, "Die kampfe im Drei-Zinnen ...", Univ. Wagner)
|