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Verso metà ottobre, in rinforzo alla 17ª Divisione vennero inviati il XVIII
ed il XXV battagione bersaglieri (del 3° reggimento, con il XX in riserva divisionale)
ed anche il II/45°. Questi vennero utilizzati nella seconda colonna (Rossero) che
doveva operare dal Passo Falzarego in direzione Valparola.
Nelle prime ore del pomeriggio del 18 ottobre ebbe inizio l'attacco che però si
bloccò subito contro il munitissimo sbarramento di reticolati, steso su quattro
file. Così recita la testimonianza di Fedele Tancon:
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Ci siamo avvicinati ai reticolati ed il nostro portaordini ha visto le vedette
ritirarsi in trincea. Ci venne ordinato di spezzare i reticolati, ma avevamo
soltanto delle trace tagliafili e non era tanto facile. Subito dopo, scoppiò il
finimondo: le mitragliatrici appostate alla selletta del Sasso di Stria aprirono
il fuoco incrociato insieme a quelle del trincerone antistante. Qualcuno allora
si mise a gridare: si salvi chi può!
Le due squadre che si trovavano sotto di noi ebbero fortuna e poterono ritirarsi
abbastanza agevolmente, ma noi non avemmo scampo e fummo costretti ad accasciarci
fra i mughi rimanendo immobili per oltre quattro ore, sempre sotto il fuoco nemico.
Nel frattempo provvedemmo a segnalare la nostra situazione alle artiglierie di
Cinque Torri, che iniziarono un bombardamento indiavolato sui centri di fuoco
che ci tenevano bloccati. Approfittammo del momento propizio e superammo a balzi
il tratto di terreno pericoloso, rientrando infine tutti e nove al battaglione:
uno solo leggermente ferito al volto. Tutti ci ritenevano già spacciati: la nostra
squadra venne poi denominata "quella dei morti resuscitati"!
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Muli in Valparola
(Fonte: archivio webmaster)
L'azione venne ripresa il giorno dopo e proseguì fino a fine mese ma senza esito.
Nel frattempo sulle prime pendici del Piccolo Lagazuoi (sotto la Cengetta delle
Grotte) si allestì un appostamento avanzato che prese il nome di "Trincea bassa
del Lagazuoi". Qui si recò il 20 ottobre il magg. Martini per meglio osservare la
situazione della colonna Rossero: le uniche azioni possibili erano il disturbo
dei pezzi austriaci piazzati sul Sasso di Stria, mentre le armi sulla cresta del
Piccolo Lagazuoi e nelle caverne a ridosso del Trincerone Vonbank non potevano
essere colpite. L'azione dell'artiglieria venne ripresa ad intensificata contro
i reticolati ma risultò comunque inefficace; il 27 ottobre si ebbe comunque
l'ennesimo assalto del 45°.
Altri due inutili attacchi si ebbero la sera dell'8
e del 9 novembre. La notte del 10 la neve raggiunse 1,5 metri, per cui il I/45°
ottenne di scendere a riposarsi a Pocol (tranne una compagnia che rimase a
presidiare la Trincea Bassa). Il XVIII/3° Bersaglieri si dislocò tra il Sasso di
Stria e la strada di Valparola, il XX ed il XXV tra questa ed il Sief.
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