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La prima mina austriaca
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La notte sul 3 dicembre, un centinaio di metri al di sopra del Trincerone, si udì il caratteristico rumore di un motore. Poiché però l' attività di scavo proseguiva anche durante il giorno e non si scorgeva il fumo degli scoppi, vennero inviati alcuni ufficiali in ricognizione nelle posizioni circostanti per cercare di capire cosa stessero tramando gli austriaci.
Il Piccolo Lagazuoi dal Passo Falzarego (foto webmaster)
Il 27 dicembre ogni rumore cessò e gli italiani pensarono che si fosse trattato
di lavori per la costruzione di un ricovero, ma in realtà gli austriaci stavano
caricando gli esplosivi nella camera di scoppio. Verso la mezzanotte del 31 si
scatena un insolito cannoneggiamento contro il lato orientale della Cengia.
Il bombardamento durò circa 20 minuti, poi alla 0.30 "un rombo formidabile, mentre una scossa tellurica sembrava scuotere la posizione. Dall'alto una valanga di rocce precipitò sul camminamento che conduceva alla trincea avanzata, ostruendone l'accesso (L. Viazzi)". Così descrive l'azione lo Schemfil:
Il materiale franoso andò a urtare contro La Guglia, il Gendarme ed il Dente Filipponi: così la frana anziché seppellire la posizione italiana si incanalò verso il fondovalle; addirittura invece un grosso macigno si incastrò davanti agli avamposti e venne subito preso come riparo degli Alpini. Da allora la Cengia non ebbe più pace: la difesa venne rinforzata ed organizzata su tre linee di resistenza:
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