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Guerra Sotterranea
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Il Comando austriaco progettò una nuova azione da svolgersi all'inizio della bella stagione. Agli inizi di febbraio l'osservatorio di q.2350 del Nuvolau osserva un'insolita attività austriaca sopra l'Appostamento degli Archi. L'intenzione era quella di disintegrare la sporgenza rocciosa sulla quale si trovava la trincea avanzata italiana. Questo era costituito da un complesso di opere, sia esterne che in galleria, per una lunghezza complessiva di 140 metri, con numerose feritoie e cannoniere rivolte su tre fronti, con possibilità di battere dall'alto la Valparola e lo stesso sovrastante Piccolo Lagazuoi. Temibile a tale riguardo, una lunga galleria (di sezione 2x2 metri) che aveva andamento elicoidale ed una pendenza non eccessiva: essa poi si estendeva al suo interno su tre ripiani sovrastanti, formando altrettanti ambienti di una certa capienza, che servivano per l'appostamento di pezzi di artiglieria, mitragliatrici, magazzini e dormitori.
Baracche sul Lagazuoi con vista sul Porè (Fonte: Trenker, "Berge in flammen")
Fin dall'8 aprile il Martini richiese al col. Tarditi personale e mezzi per realizzare
la contromina. Il 9, Malvezzi e Cadorin ritengono prematuro l'inizio dei lavori in
quanto non è stata ancora determinata la direzione della galleria austriaca; la
richiesta venne però accolta in via definitiva il 18 aprile. Il 28 giunse con uomini
e mezzi il ten. Testore che però, anzichè iniziare lo scavo dalla presunta camera
di scoppio, decise di prolungare la galleria della precedente contromina, con 2
perforatrici. Ma il Martini, in disaccordo, decide di scavare un'altra galleria
utilizzando il personale (ten. Tazzer) che stava prolungando la "galleria
dell'Anfiteatro". Nonostante i lavori avessero proceduto con alacrità, ad un certo
punto sembrò che non si fosse più in grado di prevenire le mosse degli austriaci.
Questi dall'8 al 10 marzo eseguirono un nutrito bombardamento contro la Cengia. |