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Il 20 giugno 1917, s'intensificò l'attività dell'artiglierìa italiana che già da
alcuni giorni era particolarmente vivace. Nel pomeriggio, grosse bombe si abbatterono
sulle posizioni e sui ricoveri. Potevamo seguire la traiettoria di queste pesanti
granate sino a quando cadevano quasi a piombo, rimbalzando più volte sul terreno,
dove esplodevano con gran fracasso. L'intenso fuoco diede la certezza dell'imminente
scoppio della mina. Noi eravamo tutti ai nostri posti. Quella sera, anch'io mi trovavo
nella postazione nr. 11, quando alle nove la terra tremò con sordi boati: guardai
subito verso l'anticima e scorsi il crinale che lentamente si sollevava sprigionando
fuoco e fumo, mentre blocchi di roccia rotolavano con enorme fracasso verso il pendio
occidentale. Seguì poi un fuoco tambureggiante ancorpiù spieiato e violento di
quello del Castelletto, ma anche la nostra artiglieria prese immediatamente a
controbattere con tutti i suoi pezzi. |