Ricordo del commilitone Valentini Cesare
di David Fiordiponti

Incominciò l'avanzata. Era al mio fianco, si era arrivati vicino al nemico, lui combatteva con un coraggio da non credere; a un tratto mi chiama e mi disse "David sono ferito!" e io gli risposi: "Ma sta zitto a darti il malaugurio". Perché al modo scherzoso, rìdendo come lo disse, non mi ci faceva vedere. Allora si sbottonò la giubba e ci aveva unforellino sulla spalla sinistra. Io non appena lo vidi ferito mi vennero le lagrime agli occhi e lui mi disse: "È roba da niente; non ti spaventare, anzi portami al posto di medicazione, che ne sono veramente contento che tu mi faccia questo favore". Io che non sapevo in che modo prestarmi a favorirlo, non volli sentire altro, tentai prenderlo a braccetto e non volle e mi disse: "Ma che davvero non sei soddisfatto che non è niente!". E volle camminare da sé e andava benissimo, cosa che mi rassicurò.
Arrivati al posto di medicazione incominciò a peggiorare. Allora mi disse: "Mi sento vicino alla morte, voglio raccomandarmi al Signore Iddio". Gli chiamai il prete e fece la confessione e la comunione, poi mi tirò a sé, mi baciò e mi ribaciò e mi disse: "Ti devo lasciare". Io gli dicevo: "Fatti coraggio, non mi dire queste parole perché mi fanno male, tu sai quanto io sia vile e quanto mi dispiace la tua sorte". E mi ripeteva: "Se muoio, muoio tranquillo e con soddisfazione di aver adempiuto il mio dovere. Solo una cosa mi dispiace, di non aver potuto riabbracciare mia madre e di non poter aver rivisto la mia Bianchina ... Che Iddio solo potrà sapere lo strazio che recherà la mia notizia tanto agli uni che agli altri! Ma tu mi devi un'ultima promessa; se hai la fortuna di andare a casa devi prima passare alla mia e portare il mio ultimo saluto e digli che se il destino ha voluto così è segno che così doveva essere".
Io ero diventato un nulla a sentirlo parlare con tanto eroismo e sangue freddo, non seppi rispondere che la parola "te lo prometto" (come se Iddio mi da la fortuna lo farò). Ad un tratto mi tirò di nuovo a sè, mi strinse tra le braccia, mi baciò ripetutamente; la stretta si alleggeriva gradualmente ... A tutto pensavo all'infuori dell'accaduto. Lo chiamai, lo richiamai ripetutamente finchè a stento disse "Mamma" tranquillo e poi più nulla. Era morto!