|
|
I primi scontri
|
|
I confini stabiliti nel 1866 avevano in tutti i casi favorito gli austriaci, tranne nella zona
di Monte Piana: l'Italia aveva ottenuto una sorta di cuneo puntato verso Dobbiaco. Gli austriaci dal canto loro si
pararono da tale minaccia trasformando il Monte Rudo in fortissima posizione di artiglieria. La
muraglia di artiglieria era completata dalle batterie posizionate sul Col di Specie (sopra Pratopiazza)
e sulla Torre dei Scarperi.
Landro distrutta dai bombardamenti (Fonte: Archivio Morell) Il 23 maggio alle 19 l'imperial-regio ufficio postale di Landro venne informato telefonicamente che l'Italia aveva dichiarato guerra all'Austria-Ungheria. Nella notte le sentinelle austriache abbandonano i loro posti lungo la sommità nord del Monte Piana per portarsi a valle nelle linee difensive, e nel contempo distruggono tutti i sistemi viari. Lo stesso fanno gli italiani la mattina del 24: gli alpini danno fuoco alla Piano-Hütte, costruiscono trincee lungo l'orlo meridionale e mandano un plotone nei pressi della Piramide Carducci (che costituisce il posto italiano più avanzato, dato che mezza compagnia di alpini non era ritenuta sufficiente per occupare tutto il Monte Piana). Alle 8.38 (8.45 secondo altre fonti) la batteria di cannoni da 90 della Croda dei Rondoi (secondo Schaumann, per altri la batteria in questione era postata sul Monte Rudo) apre il fuoco sulla colonna dei portatori italiani che transitava per forcella Col di Mezzo ed uccide 2 alpini della 67ª (serg. Apigalli e alpino De Mario, i primi morti italiani sul fronte del Cadore). Dopo le 16 i proiettili iniziarono a cadere anche su Misurina, ma la maggior parte di essi cadde nel lago; questo era ancora ghiacciato ed i colpi austriaci contribuirono a sciogliere la copertura di ghiaccio.
Il Grand Hotel di Misurina (Fonte: Archivio webmaster)
Tutti gli alpini che si trovavano nella conca di Misurina, liberi dal servizio
si precipitarono nei grandi alberghi della zona, perquisendoli da cima a fondo in
cerca di spie; nella cabina del Grand Hotel trovarono però solo un migliaio di
bottiglie dei migliori vini europei, dei quali peraltro fecero strage (in verità il
vino venne pagato con un mese di paga dagli ufficiali alpini, più il contributo degli
ufficiali del 55° fanteria). |