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Attacco austriaco
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La compagnia di alpini (la 96ª del cap. Rossi) teneva due plotoni sul pianoro sud,
e poi uno per ciascuna della due valli laterali (Popena e Rimbianco). Il 4 giugno
arriva il cambio da parte della 268ª del Val Piave (la 96ª viene trasferita sul
Passo Fiscalino), che disloca un plotone in posizione
avanzata presso la Piramide Carducci ed il resto circa 200 metri più indietro.
Monte Piana visto da Misurina (Fonte: Archivio Morell)
Ma i sentieri in precedenza distrutti rallentano l'avanzata dei due gruppi. Quello
partito da Carbonin (s.ten. Bernhard) arriva comunque puntuale nella conca occidentale
ma verso le 5.30 viene individuato e bersagliato dall'osservatorio di artiglieria
di Longeres e dagli alpini trincerati sull'orlo del versante sud.
Il s.ten. Bernhard decide di non attendere l'arrivo del secondo gruppo e passa decisamente
all'attacco. Nella neve ancora alta i Landesschützen cercano di aprirsi un varco in
direzione del versante sud, che nel frattempo era stato rinforzato da elementi della
268ª: superato il tratto innevato, grazie anche all'aiuto del secondo gruppo nel frattempo
sopraggiunto e delle batterie di Malga Specie e di Punta Scarperi, gli austriaci
riescono a penetrare nelle trincee italiane. Gli alpini contrattaccarono ripetutamente
con i plotoni dei s.ten. De Pluri (Giovanni e Giuseppe) e De Toni che trovano la morte assieme ad
altri 100 uomini (tra i quali il serg. Colle, il cap. magg. Fava, gli alpini
Bergabasco, David, Vecellio) mentre da parte austriaca le vittime furono circa 12 ed
una ventina di feriti. |