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Il 30 giugno le batterie di medio e grosso calibro attese dalla IV Armata sono finalmente disponibili, per
cui il generale Ragni emette l'Ordine d'Operazioni che prevede l'attacco in forze contro gli sbarramenti
di Landro e Sesto; le batterie erano così ripartite:
Artiglieria della IV Armata
| nord di Cortina |
Passo Tre Croci |
Val Padola |
| 1 batteria di obici da 149 |
1 batteria di obici da 305 |
2 batterie di mortai da 210 |
| 1 batteria di mortai da 210 |
1 batteria di obici da 280 |
1 batteria di cannoni da 149A |
| 1 batteria di cannoni da 149A |
1 batteria di obici da 149A |
1 batteria di cannoni da 149G |
a queste si aggiungevano:
le batterie da montagna di Longeres e Lavaredo;
3 batterie campali in Val Popena;
i pezzi da campagna di Longeres;
6 batterie campali tra i Colesei e Col Rosson (zona Carnia).
Il piano prevede per il I Corpo d'Armata l'attacco verso il Monte Piana, i Frugnoni,
Cima Vanscuro ed il Monte Cavallino, mentre per il IX Corpo d'Armata gli obiettivi
sono il Col di Lana, il Passo di Valparola e la Val Travenzanzes.
Austriaci in trincea su Monte Piana
(Fonte: Lichem, "Guerra in solitudine", Athesia)
L'espugnazione di Monte Piano venne affidata alla brigata Marche, con il concorso della
96ª compagnia del battaglione Pieve di Cadore (cap. Rossi) per l'assalto alle opere in cresta e
di un battaglione (il II) del 23° (brigata Como, magg. Zoppi) per l'aggiramento in direzione
di Carbonin: il suo compito era di valicare Forcella Grande tra la Punta ed il Vecio
del Forame, attraversare il ghiaione sotto la Cresta Bianca e scendere per la Val Fonda
e le falde di Monte Fumo (Rautchkofel) sul rovescio dei trinceramenti austriaci di
Ponte de la Marogna.
Ma l'attenzione dei comandi era maggiormente assorbita dalle opere di cresta di Monte
Piano: una ridotta scavata nella roccia, coperta da zolle di terra e con un profondo
reticolato, una trincea a dominio della Forcella dei Castrati congiunta al saliente
della ridotta da un camminamento a zig-zag profondo 2 metri. Il presidio era
costituito da una compagnia ricoverata nelle baracche a destra del Sentiero dei
Pionieri, che sul segmento avanzato distaccava una squadra al comando di un cadetto.
La direzione dell'operazione fu affidata al col. Parigi, il quale il 14 luglio dispone
quanto segue, relativamente all'azione:
- che lo scatto delle fanterie inizierà il giorno successivo, 15 luglio, alle ore 9
lungo le seguenti tre direttrici:
- colonna principale: costituita dal I e III/56° con le relative
sezioni mitragliatrici e la 96ª alpini (più
mezza compagnia di minatori e mezza di zappatori) agli ordini del magg. Bosi
che dalle trincee attuali deve attaccare le opere di Monte Piano. In
particolare, la 96ª viene così suddivisa:
- 1 plotone a sinistra deve interdire la mulattiera che sale alla
Piramide Carducci da Carbonin;
- 1 plotone a destra per battere la mulattiera che da Val della Rienza
porta al pianoro nord;
- 2 plotoni a protezione del fianco sinistro; questi ultimi dovranno poi
puntare anch'essi verso il pianoro nord
- colonna di sinistra (Val Popena): il II/55° e relativa sezione mitragliatrici
ed una sezione di artiglieria da montagna, dal Paludetto punterà su
Carbonin per Ponte de la Marogna. Una compagnia (la 5ª) deve puntare verso il
Rautchkofel ed unirsi ad un battaglione di fanteria (II/23°) che arriva dalla Val Rufreddo
- colonna di destra: il I/56° con la sezione mitragliatrici
deve dirigersi alla confluenza tra la Val Rimbon e la Val Rimbianco
(Sasso Gemello) puntando su Landro.
- che il II/56° si trasferirà a Forcella Bassa (presso il Comando Tattico)
in qualità di riserva
- che il GAM (Gruppo Artiglieria da Montagna) Belluno ed il 2° Gruppo
dell'8° Artiglieria da Campagna presso Longeres e Lavaredo concorreranno
all'azione battendo i bersagli prestabiliti.
L'organizzazione dei servizi venne organizzata nel modo seguente:
1° - Rancio - Al mattino del 15 sarà distribuito il rancio di pasta da consumare
prima dell'avanzata e la carne da conservarsi dal soldato. E' però fatta facoltà
ai Comandanti di Battaglione di modificare opportunamente la predetta disposizione.
2° - Acqua - Si curi che la truppa parta colla borraccia piena d'acqua
ed il Comandante del gruppo di M. Piana provveda che coi bidoni in distribuzione
e colle ghirbe o barilotti che possibilmente saranno forniti in giornata da questo
Comando si costituisca una riserva d'acqua a M. Piana.
3° - Equipaggiamento - Dovendo la truppa nell'avanzata trasportare seco il
sacco a terra ripieno, prescrivo che l'equipaggiamento sia alleggerito il più
possibile, portando nello zaino solo le cartucce e viveri di riserva con coperta mantellina
e attrezzo leggero. La restante parte dell'equipaggiamento sarà lasciata custodita nei siti
che i rispettivi Comandanti di Battaglione crederanno più opportuni.
4° - Rifornimento Munizioni - A Misurina (scuderia del G. Hotel) è stabilito
un deposito cartucce presso cui potranno rifornirsi i reparti.
5° - Distribuzione esplosivi - Secondo il seguente specchio:
| Reparto |
Tubi per distruzione reticolati |
Granate a mano |
Razzi |
| Gr. di M. Piana |
150 |
600 |
8 per qualità |
| Gr. di Val Popena |
50 |
300 |
4 per qualità |
| Gr. di Rimbianco |
- |
250 |
3 per qualità |
6° - Modalità di segnalazione coi razzi - La segnalazione coi razzi dalla
fant. all'art. sarà fatta solo di notte, quando non funzioni il telefono e nel
caso di assoluta necessità. Il lancio di un razzo a stella significherà: cessate
il fuoco., quello di razzo a paracadute: allungate il tiro. Il gruppo di V. Popena
quando avrà strettamente impegnato il nemico sul suo fronte lo segnalerà a questo
Comando con un razzo a stella susseguito a due minuti di intervallo da un razzo
a paracadute. Ciò sempre quando non possa servirsi del telefono. Il Comandante
le truppe di M. Piana allorquando si sarà impadronito dei trinceramenti di Piramide
Carducci lo segnalerà con un razzo a paracadute lanciato dal margine meridionale di
M. Piana, sempre quando non funzioni la linea telefonica, e segnalerà con 2 razzi
a paracadute qualora l'avanzata fosse arrestata da improvvise difficoltà.
7° - Sgombero dei feriti - Sarà fatto su Misurina ove si stabilirà la
sezione di sanità.
Nella sera del 14 luglio il Bosi tiene a rapporto i suoi uomini e stabilisce quanto segue:
- la 96ª (cap. Rossi) si avvicinerà marciando per il Vallon dei Castrati
fino al Fosso Alpino, base di partenza per l'assalto;
- il I/55° (magg. Gavagnin) punterà sul ciglio nord-ovest verso la Piramide
Carducci che si riteneva erroneamente ancora occupata dagli austriaci;
- il III/55° (I° cap. Gregori) partendo dalle stesse posizioni del I/55°,
per la Forcella dei Castrati assalirà il lato destro dei trinceramenti di
Monte Piana, mentre gli alpini assaliranno il sinistro.
Da parte austriaca la difesa del Monte Piano è affidata ad un battaglione di
Landesschützen (IX/3°, cui il 18 luglio si unirono anche elementi del X) e ad un
battaglione dell'Alpenkorp; il giorno 19 luglio salirà sul monte anche un battaglione di kaisejäger.
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