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Il movimento delle due colonne laterali inizia il 15 luglio verso le ore 2.30.
Colonna di Val Popena
L'attacco fu condotto dal t.col. Bernardini con il suo II/55° (passato per
l'occasione al cap. Collini) e con la 5ª/56° che gli fu mandata in rinforzo
il 16 (secondo Tosato le compagnie in rinforzo erano due), e con la vana speranza
che giungesse sul rovescio delle linee
austriache il battaglione proveniente dalla Val Boite.
Dalle linee di Casera Mosca, alle 9 del 15 luglio scattarono 6 plotoni: 2 della
6ª (s.ten. Leonarduzzi e Morachiello) rincalzati dal 2°/8ª (s.ten. Troyer)
lungo le falde del costone occidentale di Monte Piana, a destra della strada
per Carbonin. Altri due della 5ª, rincalzati da uno della 7ª, lungo le falde
del Cristallino a sinistra della medesima strada. Questi avrebbero dovuto
trovare via libera ad opera del battaglione che doveva scendere per la Val
Fonda dalle falde di Monte Fumo, ma furono fortemente ostacolati dal fuoco
austriaco durante la marcia di avvicinamento (furono feriti i s.ten. Gubitta
e Ragazzoni).
Verso le 13, giunti a 500 metri di distanza, gli italiani iniziarono a sparare
contro le difese blindate di Ponte de la Marogna.
Il plotone di rincalzo si unisce agli altri due sotto il
comando del s.ten. Leonarduzzi che al tramonto del 16 luglio fece tentare l'apertura
dei varchi nei reticolati con le pinze tagliafili. Ma gli austriaci rintanati
nel blokhaus che domina la zona li scorgono e feriscono lo zappatore
Bianco, e nel seguito colpiscono a motre il Leonarduzzi.
Il comando passa al s.ten. Troyer, il quale decide di eliminare il blokhaus
con un colpo di mano; a tal fine vennero scelti il caporal maggiore Troncon
ed il soldato Calvo che riescono nello scopo loro assegnato; ma gli spari
dell'azione destano l'allarme tra i difensori della linea successiva. I tre
italiani riescono ugualmente a far saltare il più molesto dei blokhaus
e parte del reticolato, oltre che a riportare due prigionieri.
Il giorno 17 la colonna si limita ad atteggiamento dimostrativo inviando pattuglie
in Val del Cristallino e verso Cima Fumo.
Colonna di Val Rimbianco
Fu condotto dal I/56°. Gli austriaci, bloccando lo sbocco della Rienza, proteggevano
il Sentiero dei Pionieri ed ostacolavano l'accesso più diretto a Landro.
Per il primo approccio venne costruita una squadra speciale di volontari alla
testa della quale si distinse il soldato Zugni-Tauro, che personalmente posò
alcuni tubi di gelatina.
Alpini salgono al Vallon dei Castrati
(Fonte: Archivio Morell)
Verso le 10 la colonna giunge al Vallon dei Castrati, ed alle 12 occupa il
Sasso Gemello, che era il suo obiettivo principale.
All'alba del 16 luglio scatta l'assalto alle trincee nel quale perdono la vita
lo stesso Zugni-Tauro, il caporal maggiore Rossel e viene ferito il cap.
Sisto.
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