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Dopo la morte del gen. Cantore, le truppe del settore Ansiei passarono a far
parte della 2ª Divisione (al cui comando era subentrato il gen. Bertotti) che
trasferisce la sua sede da Cortina d'Ampezzo al Passo Tre Croci, e trasferisce
la brigata Umbria (gen. Fioretta) dalla Valgrande alla conca di Misurina. Per
gli attacchi alla sella di Cimabanche venne ritenuta più che sufficiente la
sola brigata Como (gen. Ussani).
Già dal 21 luglio la guarnigione austriaca del Monte Piana era stata sostituita dal III/4°
Kaiserjäger (cap. Dereani): ma il complesso di postazioni che si era trovato davanti
era completamente distrutto ed inutilizzabile: la ricostruzione era possibile solo
durante le ore notturne (e comunque si registravano perdite) e veniva regolarmente frustrata
nelle ore di luce. Inoltre si registrava la cronica mancanza d'acqua (per rifornire la
sola guarnigione di vetta erano necessari 30 animali da soma).
Il 27 luglio arriva un contingente di zappatori con il compito di allestire le postazioni
lungo il fronte più avanzato della sommità nord, ma i lavori erano tenacemente
ostacolati dai tiri dell'artiglieria italiana.
La brigata Umbria andò a sostituire la Marche nelle posizioni dalla Val Popena
alla Croda dell'Arghena, mentre la Marche si ritirò tra Somprade e Auronzo,
all'imbocco della Val Marzon. La stessa brigata venne rinforzata con ufficiali
prelevati dalle altre due brigate e dai depositi di Treviso, allo scopo di
agire contro le posizioni austriache di sutura tra gli sbarramenti di Sesto
e Landro, per aggirarli entrambi scendendo a S. Candido.
Prima di dar seguito a questo piano, il CdA assecondò il desiderio del gen.
Montuori che con la sua divisione tentò l'assalto al bastione difensivo dello
sbarramento di Sesto, con azioni dimostrative sul Paterno, Monte Piana e
Val Boite.
Nell'azione principale un battaglione del 92° il 4 agosto riesce ad impadronirsi
della vetta del Monte Rosso (Roteck), ma poi è costretto a ripiegare.
L'azione sui monti più alti (dal Paterno verso il Bacher) fu eseguita dalla
67ª ma non ebbe alcun esito.
Nella piccola operazione alla testata di Val Felizon la 12ª/24° assieme ad
alcuni alpini del 3° riuscì a catturare 60 bavaresi che dalla Punta del Forame
e dal Panettone si erano infiltrati verso la Forcella e la Cresta Bianca.
La terza operazione fu eseguita dalla brigata Umbria su Monte Piana, con lo
stesso concetto operativo del 15 luglio ma dando maggior peso alla direttrice di
Val Popena. Qui infatti venne destinato tutto il 54° (con il comando presso
l'Albergo Alpino) mentre sulla cresta furono destinati due battaglioni del 53°
(con il comando presso l'Albergo Misurina).
Posto di medicazione austriaco su Monte Piano
(Fonte: Archivio Morell)
Tutte le batterie del 15° vennero fatte arditamente avanzare fino alla Costa
di Popena che scende a Ponte del Paludetto. Nell'ordine del gen. Fioretta si
legge:
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Il 54° spingerà sottili reparti lungo le pendici occidentali di Monte Piana,
formati di elementi scelti, con speciale equipaggiamento, per infiltrarsi
ed aggirare le posizioni nemiche.
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delineando così il concetto operativo che sarà poi proprio degli Arditi. Di
conseguenza la 4ª compagnia costituì una specie di plotone gustatori che
riesce ad impadronirsi di un blokhaus agli ordini dello zappatore
Di Gleria.
Nella giornata del 3 agosto viene conquistato un altro blokhaus ad opera
dei plotoni del s.ten. Zanalda e del serg. Lupo. Caduto lo Zanalda, questi viene
sostituito dal cap. magg. Solari, che cade anch'egli, ma la conquista viene
portata a termine dal solo Lupo.
Pur non concordando esattamente sulle date, sia lo Schaumann che Meneghetti
riportano la caduta delle 2 ridotte.
Il giorno 4 piove per cui l'azione italiana è sospesa.
Nei giorni 4 e 5 agosto gli austriaci contrattaccano per riprendere i due
blokhaus ma vengono respinti dai fanti della 9ª, 11ª e 12ª compagnia.
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