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L'idea dell'azione avvolgente su Monte Piana nacque nella mente del gen. Fioretta
per effetto dell'attacco austriaco dell'1 settembre contro le Forcellette (costone
orientale di Monte Piana) dalle quali gli italiani molestavano il transito
austriaco per il sentiero dei pionieri. Il concetto fu poi esteso dal gen.
Bertotti (2ª Divisione) contemplando anche l'attacco ad opera di 2 compagnie del
24° contro il Monte Fumo allo scopo di permettere lo sbocco degli italiani
nella piana di Carbonin.
Durante i primi giorni di settembre continua solo il fuoco delle artiglierie.
I comandi italiani decidono per una manovra di aggiramento nel settore più elevato
del versante orientale, oltre alla prosecuzione degli attacchi lungo il versante
occidentale e la Val Popena (nella quale i reticolati sono però intatti!).
L'11 settembre, all'alba inizia l'azione delle artiglierie di piccolo e medio
calibro contro le pendici settentrionali di Monte Fumo, sul costone nord-ovest
di Monte Piana e contro Monte Piano. Tale azione si dimostra efficace solo sul
primo dei tre obiettivi per il numero di bocche ivi concentrate.
Dalla Val Popena partono le pattuglie che precedono la 1ª, 4ª e la 11ª del 54°
verso Monte Fumo, Ponte de la Marogna e costone nord-ovest di Monte Piana. Verso
le 12.30 la 1ª e la 4ª occupano le pendici nord di Monte Fumo, mentre la 11ª nel
fondovalle giunge a contatto con i reticolati austriaci, li taglia in alcuni punti
e occupa con 2 squadre un tratto di trincea.
Sulla destra non avanzano nè il 54° nè il 53° in quanto le pattuglie esploratrici
riportano che le trincee sono occupate ed i reticolati intatti.
Alle 19.30 l'azione è sospesa fino all'alba.
Trincee su Monte Piana
(Fonte: Mariotti, "Operazioni militari in Ampezzo ...", Coop. Poligrafica Cortina)
Il 12 settembre il bombardamento italiano prosegue fino alle 2; alle 3 pattuglie di
arditi e di soldati del Genio tentano di tagliare i reticolati di Monte Piano
ma vengono fermati dall'artiglieria della Croda dei Rondoi.
La 11ª/54° respinge un paio di contrattacchi austriaci atti a riprendere la
trincea di Val Popena; le compagnie che stavano su Monte Fumo sono costrette ad
arretrare in quanto manca l'apporto della 9ª dal Cristallino per l'alta Val Fonda.
Per l'avvolgimento dal Rimbianco, il comando del 53° manda la 9ª in rinforzo al
II; il ten. De Marchi, alle 16.30 oltrepassa le 2 Forcellete del costone
orientale di Monte Piana ma al tramonto è costretto a retrocedere.
L'avvolgimento per il costone nord-ovest viene affidato alla 11ª/54° (cap. Bossi).
Il 13 settembre continua il bombardamento italiano ed una squadra di guastatori del 53°
ritenta inutilmente il taglio del reticolato di Monte Piano.
La 9ª/53° si riporta sulle Forcellette che riesce a passare con grandi difficoltà
e giunge alla mulattiera austriaca.
In Val Popena la compagnia del cap. Bossi è costretta a rafforzarsi sulla linea
raggiunta in quanto minacciata sul fianco sinistro.
Dall'altra parte si continua a cercare fino a sera il collegamento tra la 1ª e la
4ª (che si spingono verso le pendici nord-orientali di Monte Fumo) e la 9ª (che
deve scendere verso Monte Fumo in direzione sud-nord).
L'artiglieria italiana disperde nuclei di fanteria austriaca che si stava ammassando
di là del greto del Cristallino.
Il 14 settembre gli austriaci attaccano su tutto il fronte di Val Popena Bassa ma vengono
respinti dall'artiglieria italiana che però lamenta 2 pezzi colpiti ed uno reso
inservibile.
Durante il giorno la situazione resta invariata: la 9ª/53° prova a portarsi a
nord delle Forcellette ma viene fermata ed assalita. Su Monte Piano vengono
inviate pattuglie con lo scopo di distogliere l'attenzione austriaca ed agevolare
l'azione di avvolgimento.
Il 15 settembre la 9ªspinge un plotone fino alla mulattiera austriaca ma questo viene
interamente catturato (3 morti, 11 feriti e 34 dispersi); al posto della 9ª
vengono allora inviati reparti della della 5ª e della 7ª col compito di sorvegliare
la Valle della Rienza e la relativa mulattiera.
Il 17 si registra un'intensa attività di pattuglie italiane allo scopo di
distrarre gli austriaci dall'azione di avvolgimento.
In Val Popena, verso le 15, gli austriaci lanciano bombe incendiarie contro
il bosco del costone occidentale di Monte Piana e contro la 11ª/54°: l'incendio
costringe gli italiani a retrocedere, ma l'artiglieria impedì agli austriaci
di avanzare. Alle 20 l'incendio venne domato.
Il 18 settembre una pattuglia della 6ª/54° (s.ten. Volante) viene assalita a q.2175
di Monte Fumo e durante il ritiro perde il suo comandante.
Vengono riprese
le posizioni abbandonate il giorno precedente a causa dell'incendio in Val
Popena.
Il 19 settembre in Val Rimbianco il II/53° viene sostituito dal III. Il comando
del III si trasferisce a Forcella Alta con la 7ª e la 8ª, la 5ª a Forcella
Bassa e la 6ª a Misurina.
Il gen. Bertotti ordina per il 21 la ripresa dell'azione di avvolgimento.
Il 21 il reparto di misto di fanteria e Genio che doveva tagliare i reticolati
non ci riuscì. La nebbia fitta impedì il tiro dell'artiglieria fino alle 9.50,
ma poi durò fino alle 17.30 scaricando più di 1000 colpi sulle posizioni
austriache causando ingenti danni e gravi perdite. A quell'ora inizia l'avanzata
del I/53° mentre in Val Popena il 54° svolge azione dimostrativa. Alle 23 il I/53°
giunge sul reticolato di Monte Piano ma viene accolto da fucilate e shrapnel
ed è costretto a ripiegare per mettersi al riparo. La 9ª e la 4ª del 54° non
riuscirono ad avanzare per le difficoltà del terreno.
Il 22, durante la notte, il I/53° tenta di svellere i reticolati ma non ci
riesce ed il suo comandante, per non lasciarlo esposto ai tiri diurni dell'artiglieria,
lo fa ripiegare al coperto.
Verso le 17 gli austriaci con bombe incendiarie danno fuoco alle posizioni
italiane di prima linea in Val Popena, ma verso le 20 l'incendio viene domato.
Il 23 settembre il I/53° risulta sempre bloccato nel Vallon dei Castrati.
Il II/53° dà il cambio al III in Val Rimbianco, che passa a sua volta ad
occupare la seconda linea di Monte Piana. Il giorno successivo il I
ed il III si scambieranno le linee.
Il 25 settembre il comando della brigata Umbria ordina al 53° di riprendere l'attacco.
La 1ª e la 4ª del 54° sostituiscono in Val Popena le due compagnie del 24° che
rientrano al loro corpo di appartenenza.
La 8ª/53° che presidiava Forcella Col di Mezzo spinge un plotone sulla Grava
Longa (e cattura un prigioniero russo).
Il 26 alle 2.30, dopo la preparazione di artiglieria, il III/53° inizia
l'attacco. La 12ª, preceduta dalle squadre tagliafili del Genio, punta sul
reticolato mentre le altre si appostano alla testata del Vallon dei Castrati.
La 12ª riesce ad aprire un varco di 30 metri e ci si infila alle 9.30, seguita
dalla 9ª.
Nel frattempo da Val Popena e dal Rimbianco si procede ad azioni dimostrative.
Verso le 10.30 la 12ª giunge al secondo ordine di reticolati ma viene là
fermata dal fuoco austriaco. Il comando di battaglione decide per il ripiegamento
al Rimbianco, ma i comandi di brigata e di reggimento non approvano ed ordinano
la ripresa dell'attacco con in testa la 9ª "facendo capire a quel
comandante come, fallito il tentativo col primo scaglione, doveva impiegare
il secondo , il terzo e così via, e non già ritirarsi!" ma ormai il
battaglione si è già tutto ritirato e l'operazione viene definitivamente sospesa.
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