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Agli inizi del 1917 cominciarono i lavori di perforazione italiani tra il Fosso
Alpino e la galleria difensiva, a tergo del fianco destro della Guardia di
Napoleone e si costruirono due gallerie offensive in direzione del centro delle
posizioni austriache. Alla profondità di 200 metri si scavarono le diramazioni
per le varie opere da far saltare, ma in quel momento gli italiani si accorsero
che gli austriaci stavano lavorando di contromina. Le caverne non vennero quindi
caricate, ma solo diaframmate e negli spazi vennero inserite torpedini ad alto
potenziale collegate in modo da poter essere innescate simultaneamente oppure
a tempo. Venne poi destinata una squadra di soldati per individuare la direzione
e la distanza dei rumori austriaci.
Lo Schaumann riporta dubbi sulle intenzioni austriache di contromina: secondo la
sua versione, nel gennaio del 1917 la guarnigione austriaca del Monte Piana ha
la netta sensazione che gli italiani stiano allestendo un'operazione basata
sulle mine. Uno dei sistemi utilizzato per avere conferme di ciò consisteva,
all'epoca, nell'osservare le onde circolari che si venivano a formare in una
gavetta riempita d'acqua. Si provvede allora all'allestimento
di due gallerie per l'intercettamento acustico, gallerie che vengono scambiate
dagli italiani per opere di contromina.
Austriaci a Pratopiazza
(Fonte: archivio Morell)
In quel periodo la tensione è al massimo: truppe italiane vivevano nella caverna
della galleria d'assalto, pronte a respingere un'eventuale irruzione degli
austriaci, che dal canto loro vivevano la sindrome del Castelletto e del Col
di Lana.
Verso la primavera il comandante della LVI brigata da montagna (col. Von Kramer)
ritiene indispensabile la totale conquista della sommità meridionale, mentre il
generale di divisione Von Steinhart è scettico di fronte ad una simile impresa.
Il piano operativo viene affidato al cap. Baumgartner il quale propone come punto
di partenza il Caposaldo III. L'obiettivo era realizzare una galleria per il
collocamento di mine al di sotto delle postazioni situate attorno alla Piramide
Carducci. Quando la galleria stava per essere portata a termine venne l'ordine di
interrompere i lavori in quanto gli austriaci si erano convinti che da parte
italiana l'operazione mine fosse stata sospesa. In effetti così era.
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