Ordine del giorno del 1 settembre 1916
(di O. Zoppi)

Soldati! Con decreto 26 agosto 1916 del Comando Supremo io sono stato promosso per merito di guerra al grado di colonnello con decorrenza dal 1 aprile 1916.

1° Aprile 1916: Rauchkofel!

Mirabile impresa della quale la riuscita di un attacco già ritenuto impossibile, il pronto estendersi del primo successo e l'epica difesa dei giorni 1 - 2 - 3 aprile coronata all'alba del 4 con un deciso contrassalto che fu il trionfo della nostra baionetta e di saldissimi cuori, costituiranno ognora titolo di gloria per il nostro reggimento al quale effettivamente discende, per pieno diritto, l'onore oggi reso a me.
Ma tanto onore non può essere il premio per una sola, per quanto splendida, impresa.
E' tutto un lungo periodo di guerra onoratamente, faticosamente, appassionatamente vissuta, che riceve oggi sul mio nome - ma per Voi - sì alto riconoscimento.
Dalle tenaci giornate di Son Pauses, primo e fulgido battesimo del fuoco, via via per le severe settimane di Ponte Alto e di Travenanzes, per il duro inverno di Monte Piana e di Val Popena, per i gloriosi conati del Forame e di Croda dell'Ancona, sino ad oggi, qui, dove sventola, forse la più alta su tutte le fronti, sulla contrastata Fossernica, la nostra Bandiera: fu tutta una serie di sforzi e di sacrifici (quale la guerra di montagna richiede) che onorano le più gloriose schiere.
Posti avanzati nel cuor della notte e sotto la bufera coi sensi tesi nella vigilanza - pattuglie ardite penetranti tra le insidie del terreno e del nemico per strapparvi un segreto, per turbargli il riposo o per prendergli una vedetta e un poco di fede - Compagnie svernanti a 2000 e più metri in trincee di neve arrossate quasi ogni giorno di sangue fraterno o travolte dalle valanghe - Battaglioni che vi lanciaste a ondate contro reticolati inverosimili, soltanto per salvare l'onore - Voi, sempre voi soldate che faticaste l'incredibile per portare diuturnamente sulle nostre alte posizioni ogni mezzo di lotta e di vita e che io incontrando di notte, sui sentieri gelati e sotto il quadro indagatore dei riflettori nemici, benediceva in cuor mio quali campioni magnifici della forza e della bontà della nostra razza; e Voi sopratutti, Voi caduti del 23° Fanteria: tutti, tutti avete contribuito all'avvento di questo giorno che è tutto a onor vostro.
Soldati!
La guerra di montagna non consente le grandi azioni nelle quali Reggimenti interi si lanciano ad epici attacchi strappando grandiose vittorie e guadagnando le medaglie alla propria Bandiera. Ma io, ciò nonostante, confido che prima del giorno in cui stretto da ogni lato dalla coscienza del mondo levataglisi fiera e inesorabile contro, il nemico sarà ai nostri piedi, la nostra Bandiera avrà meritato per virtù Vostra la sua terza medaglia al valore.
Questi albori del secondo autunno di guerra, che palpitano di tante certezze ci promettono più di una occasione.