Il Soldato Stefano Equestri
(per gentile concessione di Patrizia Tolomei)

1. L'autore
2. Il contesto storico
3. I documenti personali
4. Il "suo" fronte
5. Che cosa vedeva ...

L'autore

Equestri

Equestri (G.) Stefano di Carlo, nato a Capannori il 5 Settembre 1895.
Stefano giovanissimo va con il padre in America a cercar fortuna e con l’intenzione di richiamare tutta la famiglia. Allo scoppio della guerra, tuttavia, decidono entrambi di rientrare in Italia per vedere i cari e la patria in difficoltà. Viene immediatamente chiamato alle armi e parte col 53° Fanteria (brigata Umbria). Dopo sei mesi circa, come molti altri, muore in Val Popena il 22 ottobre 1915.
Il Ministro della Guerra concede alla memoria del soldato la Croce al Merito di Guerra


Il contesto storico

Non a caso Monte Piana passò alla storia con il triste epiteto di "Monte Pianto": su quel monte tozzo e piatto, diviso quasi a metà da una profonda spaccatura, italiani ed austriaci si affrontarono per tutta la durata della guerra, senza mai ottenere progressi significativi. Un opuscolo dedicato alla memoria dei fanti della brigata Umbria, così ricorda gli eventi collegati alla morte di Stefano:

In Ottobre dal 20 al 25, il 53° e il 54° in nobile gara rivaleggiano di audacia e di costanza. Ogni notte, ogni mattina, durante il giorno, al calar del sole i fanti tentano ripetutamente il taglio dei reticolati, e s'appressano carponi fino a sentire il sommesso bisbigliare del nemico, stanno immoti sotto il grandinare incessante e tempestoso, orribile, dei pezzi austriaci, dilaniati dalle granate, presi di mira dalle mitragliatrici e dai fucili, con l'ansia nel cuore e la speranza sempre di potere ad ogni istante irrompere nelle trincee contese. Cinque giorni e cinque notti attanagliati al terreno, con i nervi tesi, pronti allo scatto, con i muscoli dotati di quella forza elastica che rifiuta l'ausilio di ogni arma, con la rabbia di trovarsi contro una resistente intaccabile porta di bronzo.

Così gli austriaci riportavano nel loro bollettino ufficiale del 23 ottobre gli eventi della giornata:

[...] ed un attacco presso Ponte de la Marogna a sud di Schluderbach [Carbonin] fu respinto arrecando ingenti perdite.

Il bollettino italiano, nella stessa data afferma che:

Fra l'Alto Boite e la testata della Rienz nostre colonne per le valli che fiancheggiano e solcano il massiccio del Cristallo convergono su Schluderbach [Carbonin], spazzando gli ostacoli opposti dalla resistenza nemica.

In quella stessa data (22 ottobre) cadeva conquistandosi una medaglia d'argento al Valor Militare il capitano Giuseppe Locarni, proprio in un'azione di taglio dei reticolati; è dunque assai probabile che Stefano sia caduto assieme al suo capitano che il commilitone Vincenti Mareri ricorda come "il padre dei suoi fanti [...] che per dare animo a chi si immolava nella eroica pazzia del taglio dei reticolati, voleva essere il primo tra gli audaci".

I documenti personali

Documento   La Croce al Merito di Guerra

Documento Documento Documento Documento Documento Documento   La vita militare di Equestri Stefano in tempo di guerra anno 1915

Il 1 Giugno alle ore 8 e tre quarti messi piede in su terra austriaca e dopo una tappa di 6 h arivai nel paese così chiamato Acquabona dove si siamo attendati e ci siamo stati lì 3 o 6 giorni. Dopo abbiamo preso la via lunga e dolorosa e sopra più pericolosa. L’abbiamo fatta tutta di notte e siamo arrivati ad una forca di una montagna distante da Acquabona 15 h dove c’è un’otello ora c’è un’ospedale militare chiamato l’Hotel delle 3 croci lì si siamo attendati per la seconda vorta in terra straniera e siamo stati lì 3 giorni. Dopo abiamo preso la stada di una rigida montagna la cui forca che non si fece si condusse sotto le bocche dei forti. Venuta l’alba della mattina si siamo messi in un silenzio compreto in una stretta per non essere scoperti dalle artiglierie nemiche. Sono quasi compretamente distrutte e la sera del 9 Giugno il primo battaglione del mio Reggimento si misse allassarto del forte ma fallito il corpo quanti morti e feriti la compagnia fu così sfortunata la seconda che alla mattina all’appello ne risposero di 280 soli 70, poi la sera del 12 Giugno stavimo nel nostro

accampamento in allegria ma la mattina all’alba venne l’ordine di spiantare le tende e subito dopo si prese la strada che conduce al forte dove tutto il giorno furono fucilate e cannonate ma il mio battaglione non prese parte nemmeno a questo ma noialtri eramo di rinforso sopra una montagna trincerata il giorno avanti. Viene la mattina cioè la mattina dopo siamo stati tutto il giorno su un monte ripido che guarda il fronte nemico che si trova a due chilometri al sottostante di una vallata fra il fronte nemico e di dietro ad una strada e noialtri si stava in aspettativa che venissero giù dalla montagna dove sono trincerati ma non si è visto nessuno in tutto il giorno poi alla sera 2 , 24 reggimento sono andati allassarto la sera ma è riuscito male perché il 23 ha avuto 500 fuori combattimento poi la mattina del 15 siamo partiti per andare alla sorte e siamo arrivati sopra alla montagna sotto le loro trincee e aviamo sentito delle fucilate ma è arrivato l’ordine di ritirarsi e siamo venuti indietro accompagnati dalla fucileria nemica. Ora siamo tornati all’accampamento così dal 15 giugno siamo stati quindi di fronte al forte fino al 14 luglio con improvvisamente avanti e addietro a destra e sinistra e via

scontri di pattuglie e via di seguito facendo trincee di qua e di là e strade vane il passo dei muli e cannoni addosso. Siamo alla vigilia di un attacco la notte del 15 Luglio al 14 siamo partiti per andare sotto il forte di rincarso e dopo una lunga tappa di 6 ore con lo zaino e accompagnati dalla pioggia siamo arrivati sul posto e il giorno dopo si siamo attendati sotto che ha piovuto tutto il giorno e tutti bagnati abiamo dormito 5 ore. La mattina cioè la sera del 14 Luglio il secondo battaglione è partito per dirigersi verso il forte per attaccarlo e che arrivato all’alba della mattina del 15 dopo aver camminato, circa 3 ore era la strada da fare, ma hanno impegnato tutta la notte e alla mattina alle 7 hanno preso contatto col nemico e dopo un tiro infernale 4 ore di fucileria e mitragliatrici con vari corpi di artiglieria di montagna è bisognato battere in ritirata lasciando un capitano e vari tenenti morti e feriti con tanti sordati. Dopo di questo combattimento siamo stati fino al 25 Luglio e la mattina del 26 Luglio siamo partiti per un antro fronte distante 20 h, cioè non è tanto distante eravamo prima ma abbiamo dovuto venire in Italia e poi andare in questo fronte sopra…

Il Montepiana che c’è una larga estensione di pianura e dalla nostra trincera alla trincera nemica c’è una piccola vallata ma poco fonda e in nel messo c’è il confine. Dunque siamo arrivati qua sopra alla sera del 27 Luglio e nella notte tutta l’undicesima mia compagnia ha aperto un fuoco di fucileria tanto eficace ma non si vedeva nessuno poi il giorno tre Agosto alla mattina principiò la nostra artiglieria a sparare e ha seguitato fino alla mattina e seguita ancora e prendono parte a questi tiri 149,75 e 65 ma il nemico ha risposto poco con intervallo ed hanno tirato quarche corpo da 140 e sono arrivati fino alla mia trincera e qualche pesso è venuto nella mia trincera ma senza effetto ma finalmente mentre che stavo in tanto a mettere un badile nel pedero e accanto a me ci avevo uno del mio plotone allora mentre che si stava lì a niente si pensava si sente un corpo partire dalla destra della tricera ed il corpo era giù qui e scoppia a un pesso di sdrappello ferisce leggermente alla parte bassa e all’avambraccio però lieve e ne ferisce altri due uno al piede destro e uno all’avambraccio destro tutti i due lieve. Il rombo del cannone continua due Agosto mentre che tirava la nostra Artiglieria

I proiettili passavano appena all’altessa delle nostre trincere e la sfortuna volle che un proiettile scoppiasse proprio sopra della tricera e ammassa un povero sordato e ne feritte altri 3. Dopo il giorno 3 e 4 con 5 fu un vero tiro di artiglieria come il giorno 5 io e il mio battaglione si abbandonava la trincera che fu rimpiassata dal primo battaglione Al giorno del 4 un aereoplano sopra la notte del 5 veglia un falso allarme vari spari di fucile notte oscura senza altri successi. Ora qualche giorno riposo Il giorno 11 Agosto si stava tutti all’accampamento tranquilli ma ben poco durò l’allegheria perché subito dopo messogiorno venne un ordine di andare rinforso al 54, che aveva impegnato un combattimento in una vallata così chiamata ............ come pure avanzò ma no con tante perdite ed il nemico ha lasciato sotto le nostre trincere che aveva tentato attaccarsi così che furono ricacciati e abbandonò sul terreno 200 morti e tutti quasi delle nostre terre. Si sa che sono nostri fratelli perché si sono trovate delle lettere e cartoline scritte in lingua italiana. Poveri giovani che sono mandati a combattere contro i loro fratelli e ammazzarsi l’uno insieme all’altro. Dunque la prima sera siamo mandato sopra

un monte per difendere quelli che erano a combattere appena arrivati sopra il mio capitano con il mio tenente andiedero in prima linea per cercasrsi il posto e appena arrivati sopra una pallottola ferì il mio tenente alla testa e dopo 2 ore spirò la prima vittima . Alla notte abbiamo dormito nei cespugli e buchi come tante lepri e il giorno dopo l’artiglieria nemica tirò sopra di noi intrvallato sì ma tutto il giorno e verso la sera una granata scoppiò sopra un buco dove stava un attendente del tenente del 2 plotone e gli portò via le gambe e una la trovai io dopo un giorno a pochi metri povero ragazzo è morto all’ospedale ora siamo tranquilli

Documento Documento Documento Documento   Altre pagine

Si riportano anche due pagine scritte a lapis che, come dice in un'altra cartolina, scrive mentre è in trincea e non può avere l'inchiostro:

Il giorno 6 Settembre si siamo discesi con gioia dal maledetto monte e siamo andati nel paese di Misurina a poca distanza dal Montepiano e siamo stati fino al giorno 10 e la mattina del (11) si siamo tornati di nuovo sul monte infernale pronti per una grande avanzata e alla mattina del 12, alle 4 della mattina si siamo inviati sulla linea di fuoco pronti per l’assalto. Dunque è andato il genio per fare saltar i reticolati nemici ma dopo una scarica del nemico ha dovuto ritirarsi e abbandonare tutto e tornarsene in trincea così che l’impresa è andata a monte. A questa impresa prendeva parte il mio battaglione e il dì 1 dunque la prova è stata ripetuta fino al giorno del 15. Dunque dopo tante prove non abbiamo ottenuto niente ansichè di acquistare abbiamo avuto una perdita nel giorno 15 che il nemico si ha fatto due plotoni prigionieri e se non andavan rinforzi facevano anche laltri due così l’intera compagnia, poi la mattina del 17 la mia compagnia, altre compagnie siamo arrivati all’accampamento dove siamo stati fino alla sera del 18 Settembre sotto la tenda e dunque alla sera del 18 siamo partiti per andare alla sinistra del Montepiana cioè fra Montepiana e le tre cime di Lavaredo la passissione si chiama (nel rin bianco) [in realtà, vedendola dal lato italiano, la Val Rinbianco sta a destra] dove abiamo dato il cambio al 2 battaglione del mio reggimento. Dunque appena arrivati il mio plotone hanno mandato su una forcella tanto ripida poi arrivati si siamo messi a dormire e alla mattina siamo andati di vedetta poi la rocca del maledetto era divenuta infernale Monte piana per raggiungere il posto dove si doveva montare di vedetta è bisognato andare supini con il caldo che vita… Poi arrivati sul posto il mio compagno ha alzato la testa per guardare il nemico ma in testa a 100 metri nianno tirato. La pallottola ha picchiato imma pietà la quale un passo mi ha picchiato

Il "suo" fronte


Che cosa vedeva ...

Panorami della zona (grazie ad Alessandro A.)
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Per ulteriori dettagli e foto si vedano le pagine relative a:
- la Grande Guerra su Monte Piana