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Occupazione di Monte Popera, Cresta Zsigmondy, Cima Undici
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La zona costituita da Cima Undici, Cresta Zsigmondy, Monte Popera e dai due Monti Giralba (di Sopra e di Sotto) nel 1915 non era presidiata da nessuno dei belligeranti: nella fattispecie ciò consentiva agli austriaci di incunearsi lungo la linea italiana e di aggirare le truppe di stanza su Forcella Giralba (fianco destro del Settore Ansiei) e di Vallon Popera (fianco sinistro del settore Padola).
Panorama della zona (Fonte: Cabiati, "La conquista del Passo della Sentinella", Min. Guerra)
Durante le giornate del 3, 7 e 19 giugno, Sepp Innerkofler guida delle pattuglie a compiere
delle ricognizioni nelle zone indicate.
La zona dai Prati di Croda Rossa (foto webmaster)
Il 27 luglio il generale Fabbri (in previsione degli attacchi contro la Torre e la Forcella di
Toblin) ordina che un plotone di alpini della 75ª del battaglione Cadore (ten. De
Zolt) dia la scalata alla Cresta Zsigmondy, sostituendo
in tal modo la destra del settore Ansiei, e, se può, provi a tendere verso Cima Undici. Al comando
di tale plotone si trova il ten. De Zolt, il quale deve inoltre collaborare a mettere in
postazione due pezzi da montagna (della 23ª batteria del 2° Regg. Artiglieria da
montagna, ten. Salvetti) sul Monte Popera. Per maggiore precauzione partono solo i 2
tenenti (secondo Berti è presente anche il ten. Tarra) con sette alpini; salgono
sul Monte Giralba di Sopra, dove bivaccano e poi raggiungono
il giorno dopo la cima del Monte Popera. Il 29 (il 31 nella versione di Berti)
giunge tutto il plotone con i restanti 40
effettivi. Subito dopo inizia il traino dei due pezzi da 65 lungo il vallone che dall'Alta
Val Giralba sale fino alla Forcelletta. Poi da lì lo issano per i 200 metri dello
spigolo, mai precedentemente salito. Lo spigolo è costituito da tre tratti, sopra
i quali si stende l'ampia cupola rocciosa e nevosa del Monte Popera. Il primo tratto
di roccia, alto 30 m circa, è ertissimo, e termina in un ripiano: artiglieri e alpini,
superatolo, sollevano il materiale con una specie di gru girevole, formata con un
tronco d'abete, e corde e carrucole. Il secondo tratto è alto circa 80 m e nevoso:
si usufruisce della neve come piano inclinato, e mediante un tronco conficcato in
una spaccatura della parete sovrastante e con carrucole viene sistemata una specie di
funicolare rudimentale, che ha per rotaie due solchi sul piano inclinato del nevaio
stesso. Nel terzo tratto di roccia, il più lungo, il materiale viene sollevato a
braccia.
Uno dei due fu posto a 3000 metri di altezza ("il cannone che sparava dalle stelle") sulla cupola del Monte Popera ed aveva come obiettivo principale l'osservatorio di Croda Rossa. I primi colpi vennero sparati il 4 agosto. Il 7 agosto una squadra sale a presidiare la forcella di destra della cresta di Cima Undici (in prossimità della Torre Undici): la forcella verrà poi ricordata come "Forcella della Tenda" per via della tenda che proprio il De Zolt vi lasciò. La posizione domina il Circo Superiore del Vallon Popera e tiene sotto tiro il Passo della Sentinella. La fanteria (70° reggimento, brigata Ancona) invece rimane schierata nel Vallon Popera, escluso l'invio di qualche pattuglia verso il Passo della Sentinella. Solo il 22 luglio gli italiani si rendono conto che il Passo è stato stabilmente occupato dagli austriaci e si devono accontentare di sparargli contro a shrapnel con un pezzo portato sul Creston Popera a metà luglio. |