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La conquista del Passo della Sentinella
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Prima della mezzanotte del 16 aprile salgono a Forcella della Tenda il cap. Sala, l'osservatore s.ten. Roverano, il s.ten. Buccini della sezione mitragliatrici ed il s.ten. Passerini. All'alba notano che il Pianoro del Dito è stato occupato dai plotoni di Lunelli e del ten. Leida: i due plotoni erano costituiti da 17 uomini del Fenestrelle ciascuno (in quello di Lunelli era presente anche il volontario cadorino Alberto Tonello). Oltre a questi vedono i plotoni del s.ten. Martini e del s.ten. Del Mastro Calvetti (della 28ª del Fenestrelle) e parte del plotone minatori del s.ten. De Bernardis alla base del roccione del Pianoro, il plotone del s.ten. Masserano ed altri minatori sulla Selletta del Pianoro; più indietro, presso il Sasso Fuoco, una compagnia del 53° (cap. De Marco) ed una del XLVIII bersaglieri (cap. Nicotra). A protezione delle forcelle valicabili dagli austriaci venne posto il s.ten. Martini.
Il percorso di Lunelli verso il Passo della Sentinella (Fonte: Cabiati, "La guerra sulla Croda Rossa", Mursia) In definitiva, osserva il cap. Sala:
All'alba, accertata l'occupazione del Pianoro, dal Sasso Fuoco viene lanciato il razzo rosso che segnala l'inizio dell'attacco. Sul Crestone Popera gli artiglieri del cap. Lubrano iniziano a sparare con i loro 6 pezzi, e spara anche il cannone sulla cima del Monte Popera. Inoltre tutte le zone da cui gli austriaci avrebbero potuto tirare sugli attaccanti vengono pesantemente controbattute da tutte le batterie della zona del Passo di Monte Croce Comelico.
L'attacco al Passo della Sentinella (Fonte: Ebner, "La guerra sulla Croda Rossa", Mursia)
Su Cima Undici il cap. Sala aspetta il momento più opportuno per svelarsi e sfruttare al
meglio il fattore sorpresa. A Forcella della Tenda il s.ten. Buccini che era alla
mitragliatrice si sente male e viene sostituito dal s.ten. Passerini coadiuvato dal
serg. magg. De Bernardin che prontamente aprono il fuoco. Dal Creston Popera non si
riesce a capire di chi sia la mitragliatrice che sta sparando ma il cap. Sala informa
per telefono che si tratta di quella di Forcella della Tenda; tenta anche di mettersi
in contatto con Forcella Da Col per far entrare in azione anche l'altra mitragliatrice
ed il lanciabombe, ma la linea non funziona. Il Sala si reca allora di persona dal
cap. Porta che dalla forcella aveva tentato di proseguire verso Forcella Dal Canton e poi
per cresta verso q.2814 e q.2694. L'azione era comunque complicata e non portò i
risultati attesi, ma solo all'occupazione di Forcella 15 (dal numero di militari che
la occuparono) ad opera degli asp. Ponzano e Prochet: questa risultò fondamentale per
dirigere il tiro dei 305 contro la stazione di S. Candido a partire dal 30 aprile (un
ulteriore tentativo verso Forcella Nuova venne eseguito il 2 maggio da Lunelli e Angeleri,
ma ancora senza esito).
Il Passo della Sentinella visto da Forcella Da Col (Fonte: Cabiati, "La conquista del Passo della Sentinella", Min. Guerra)
Nel frattempo su Cima Undici i mascabroni attendono: a Forcella Da Col quelli del
s.ten. De Poi ed a Forcella Dal Canton quelli del s.ten. Jannetta. Alle 9 iniziano a
scendere i soldati di De Poi (con in testa il caporale Da Col) e si raccolgono un
70 metri sopra il Passo, dietro un piccolo sperone roccioso (segnato con "R" nella foto).
Dopo un paio di fonogrammi
del t. col. Gazagne anche Sala e Jannetta si calano sulla posizione di De Poi. Quando
il s.ten. Martini si lancia per l'erta finale, quasi all'unisono i mascabroni si
lasciano scivolare sulla neve al grido "Savoia!". Il primo a giungere sul Passo poco
dopo le 13 fu proprio il s.ten. Martini (con l'alpino Bourset): questi si infila
in una galleria di neve e trova un ricovero nel quale cattura 7 austriaci. Subito
dopo giunsero il s.ten. Del Mastro ed il s.ten. Angeleri del plotone di testa della
9ª/53°, seguiti poi dai restanti plotoni con il cap. De Marco che assume il comando
della posizione. In breve tempo il cap. Boga del Genio lo sistemò a difesa.
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