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Si cominciò a rendere più facilmente difendibile la Croda Rossa: al distaccamento
venne assegnata una bombarda, dei moschetti ed un pezzo di artiglieria da montagna.
Genieri e zappatori fissarono scale di legno lungo il "Camino dei russi"
(così chiamato a ricordo della scalata fatta eseguire a viva forza ad un gruppo
di portatori russi) e livellarono il terreno sul quale dovevano sorgere i nuovi
ricoveri. Il pezzo di artiglieria fu in posizione il 28 aprile nei pressi della
piazzola di q.2673 utilizzata l'anno precedente dai tedeschi dell'Alpenkorp. La
sistemazione non era comunque ritenuta adeguata e l'artiglieria italiana provocava
quotidianamente perdite non trascurabili.
Nel frattempo gli italiani avevano in gran velocità provveduto alla sistemazione
difensiva del Passo della Sentinella che ora poteva contare su un cannone da
montagna, un poderoso riparo di sacchetti di sabbia e scudi d'acciaio ed un triplice
ordine di ostacoli con mine a pressione. L'occupazione si spinse fino a Forcella 15
sulla quale venne postato un pezzo da montagna ed una stazione fotoelettrica, il tutto
trainato a mano da 60 fanti e 10 artiglieri.
Il 2 maggio una pattuglia di 20 uomini guidata da Lunelli muove dal Passo della Sentinella
verso Forcella Nuova: la traversata vede la caduta del caporal magg. Coutandin che
precipita per 300 metri in un canalone e viene poi raccolto dagli austriaci il giorno
dopo e portato all'ospedale di S. Candido (Medaglia d'Argento).
Da parte austriaca, il cap. Bilgeri (consulente alpino dello Stato Maggiore) si recò
sulla Croda Rossa ed incaricò il ten. Skofizh di preparare un dettagliato programma di
rafforzamento della posizione.
Jäger e Schützen del 6° Distaccamento Alpino erano truppe esperte di montagna ma molti
di loro si erano ammalati per l'esposizione alle intemperie e per la mancanza di
ricoveri solidi: vennero sostituiti da alcuni reparti del 36° IR (Rutenia) i cui
elementi erano però del tutto inaffidabili. Già il 3 maggio due di loro disertarono e
si presentarono agli italiani di Forcella B: questi tentarono di occupare la cresta,
ritenendola sgombra, ma vennero comunque respinti.
Il vettovagliamento e la logistica erano affidati interamente a colonne di portatori
russi e ruteni che portavano i carichi dal fondovalle a q.2673 dalla quale poi il
presidio di Croda Rossa li portava fin sulla cima; il tutto ovviamente solo di
notte! Solo più tardi venne costruita in zona una teleferica.
Il "canile" sulla Croda Rossa
(Fonte: annuario dell'Università di Innsbruck)
Anche le baracche erano inadeguate; sopra il "Rifugio dei Landstürmer" venne costruito
il comando del distaccamento ed un ricovero per 50 uomini. A ridosso del Ventaglio,
il "canile" venne sostituito da una baracca per 12 uomini; vicino alla Forcella del
Trapezio venne costruito il "Nuovo Rifugio" e sulla quota più alta ("Polar") un altro
ancora. La base logistica della Croda Rossa diventò la postazione del pezzo da
montagna di q.2673 (Würzbach).
Le strutture difensive erano costituite da rocce, sacchetti di terra e nei casi
fortunati da uno scudo d'acciaio. La posizione era strutturata su 3 livelli:
- gli uomini del "Vecchio Rifugio", del "Nuovo Rifugio" e del "Polar"
avevano il compito di difendere le quote e le forcelle più alte
- nel Circo Ovest vi erano avamposti per controllare il Passo della
Sentinella ed il Passo di Monte Croce Comelico
- Würzbach ed il vicino pezzo di artiglieria dovevano "proteggere" il
vallone della Sentinella.
La parte bassa della Croda Rossa era invece affidata ai presidi del Castelliere e
dell'Alpe Anderta.
Già il 17 aprile Lunelli ed altri 6 rocciatori scelti tentarono di raggiungere la
forcella che si trova circa 60 metri sotto la cima del Polar, ma il ghiaccio e la
mancanza di attrezzature adeguate li fecero desistere.
Una pattuglia guidata dai s.ten. Castagnero e Martini il 29 aprile la raggiunge; tenta
poi di proseguire verso la Forcella Alta del Polar ma un alpino scivola e trascina
fino a Forcella U i due ufficiali (senza serie conseguenze).
Baracche e ricoveri in Croda Rossa
(Foto webmaster)
Forcella U venne definitivamente occupata il 3 maggio dal s.ten. Martini; il superamento
del ripido canalone di 130 metri richiese 18 scale e 20 corde fisse.
Per tutto il mese di maggio fino agli inizi di giugno gli italiani non effettuarono
ulteriori tentativi di avvicinamento, ma si dedicarono principalmente ai lavori di
rafforzamento. Dopo Forcella Nuova venne occupata Forcella Davanti, ma il vero
obiettivo rimaneva q.2814 dalla quale si poteva esercitare un dominio assoluto sul
fianco di Forcella Undici; il presidio di quella forcella era stato rinforzato
con due posti di vedetta avanzati e con l'occupazione di q.2649.
Il 12 maggio una pattuglia di rocciatori guidata da Goller afferma che "al termine
della ricognizione svolta sulla q.2814, ha comunicato che è impossibile
occuparla con un posto fisso, a causa di enormi difficoltà alpinistiche". L'uso
del termine "impossibile" non venne gradito nelle alte sfere, che il 13 emanarono
il seguente messaggio verso il comando di divisione: "Il sottotenente Goller ed
un soldato sono saliti sulla q.2814 ed hanno accertato che per il nemico è
impossibile accedervi"!
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