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Il ten. Bruckner del 3° Kaiserschützen in una serie di relazioni chiare e rigorose
illustrò ai suoi comandi opinioni e progetti per migliorare le strutture difensive
della Croda Rossa: rafforzamento dell'artiglieria, bombarde, mitragliatrici e
riflettori ... e riuscì grazie al sua tenacia e costanza ad ottenere tutto ciò
che aveva chiesto.
Il pezzo in caverna a q.2673
(Fonte: Ebner, "La guerra sulla Croda Rossa", Mursia)
Iniziò a funzionare la teleferica dai Prati di Croda Rossa fin quasi a Würzbach ed
un'altra piccola teleferica a mano venne installata tra il Circo Ovest e la Torre
Polar.
A Würzbach sorsero grandi ricoveri ed il pezzo di artiglieria venne sistemato in
caverna; lungo il versante est della cresta venne attrezzata la "via di emergenza"
tra Würzbach ed il Circo Ovest. Fra le ultime due guglie della cresta trovarono
posto una mitragliatrice ed una stazione fotoelettrica.
Le attenzioni austriache si rivolsero poi contro Forcella U; venne bersagliata
con bombe a mano che distrussero gli scudi, due vedette italiane vennero uccise
ed il presidio rimase isolato per alcuni giorni. Ma la tenacia del ten. Castagnero
(del battaglione Fenestrelle) riuscì a rifornire il presidio passando per i
Torrioni; con l'aiuto di Lunelli sistemarono anche un nuovo ricovero e gli alpini
poterono abbandonare Forcella U.
Forcella D - "Avamposto ubriaco"
(Fonte: Ebner, "La guerra sulla Croda Rossa", Mursia)
Durante l'estate gli alpini raggiunsero Forcella D (chiamato anche "avamposto
ubriaco" in seguito ad un'inspiegabile ilarità riscontrata da una pattuglia
austriaca in esplorazione nella zona) e la Torre Sild. Queste nuove imprese
vennero portate a termine dal plotone di 120 uomini di Lunelli verso la fine di
giugno. La Torre Sild (o Torre Trento) venne definitivamente occupata il 3 settembre
con la partecipazione del ten. Scotti che comandava la posizione di Forcella U:
quest'ultimo morì proprio durante l'azione e la sua salma fu recuperata da Lunelli.
La difesa della Torre fu affidata ad una postazione fissa su una piccola
forcella e da vedette notturne che vigilavano dalla cima.
Su Cima Undici gli alpini ripresero ad avanzare verso nord per avvicinarsi
ulteriormente agli austriaci: verso la metà di giugno raggiunsero la Forcella
Grande a sud di q.2814 che venne sistemata a difesa nelle notti seguenti.
Dal punto di vista della logistica e della disponibilità di mezzi tecnici e uomini
gli italiani erano in vantaggio anche se, nel 1916, i lavori sul fronte italiano
non ebbero quell'impulso che gli austriaci temevano di doversi aspettare.
Inizialmente l'artiglieria italiana contava sui pezzi del Popera e delle Tre Cime
che scaricavano sulla Croda Rossa fino a 100 colpi al giorno ma si trattava solo di
tiri di disturbo che molto spesso venivano prontamente ricambiati. Il 2 agosto, dopo
4 ore di tiro, una pattuglia italiana tentò qualcosa di più della solita
ricognizione ma venne arrestata dai difensori delle pendici di Croda Rossa.
Alla fine di agosto il ten. Bruckner ed il magg. Sturm elaborarono un piano
per attaccare il Pianoro del Dito, la Sentinella e Cima Undici, contando su:
- presidio di Croda Rossa: 240 uomini, 2 mortai, 4 moschetti, 4
mitragliatrici, 1 pezzo da montagna e 1 cannone da fanteria;
- presidio di Forcella Undici: 100 uomini, 2 mortai, 3 mitragliatrici
e 1 cannone da fanteria.
Il piano prevedeva:
- attacco di sorpresa al Pianoro del Dito dopo il concentramento di 7
batterie su Elfersande, Busa di Fuori e di Dentro e neutralizzazione dei pezzi
italiani del Piano Fiscalino, Monte e Crestone Popera;
- intervento dell'artiglieria: il 305 della Valle Campo di Dentro contro
il Passo della Sentinella, e le batterie ad est ed ovest con fuoco
tambureggiante su tutta la cresta di Cima Undici e tiri di sbarramento contro
Forcella Giralba e Vallon Popera;
- attacco della fanteria: un primo gruppo (3/4 di compagnia con una
mitragliatrice) dal Circo Ovest verso il Passo ed altri tre gruppi (per
un totale di 1 compagnia, 1 plotone e tre mitragliatrici) dall'Alpe
Anderta per conquistare rispettivamente la posizione sul versante est di
Cima Undici, la Punta Nord e Forcella 15. Le forze su Cima Undici avrebbero
avuto di riserva 1 compagnia e 2 plotoni.
- Difesa delle posizioni conquistate: 50 uomini sul Pianoro del Dito, 100
uomini sul Passo, ed altri 100 sulla cresta di Cima Undici più 300 portatori.
L'artiglieria avrebbe dovuto ricevere munizioni sufficienti per far
intervenire tutti i 25 pezzi per 12 ore consecutive (circa 5000 colpi)
Servirono 14 giorni prima che il comando superiore si pronunciasse sul piano e
qualcuno avanzò dubbi sul consumo di munizioni. Verso la fine di settembre a causa
di gelo e neve e della mancanza di uomini venne proposta la sola conquista del
Pianoro del Dito ma anche questa proposta venne presto archiviata.
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