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In ottobre i s.ten. Tichy e Schidlo (su ordine del ten. Sild) occuparono Forcella
Fischer (dal nome dell'allora comandante di settore) dalla quale si poteva osservare
agevolmente il fianco dei Torrioni. Il progetto prevedeva di scavare attraverso
la Torre Sild un cunicolo di 50 metri per sbucare in ripida discesa poco sopra
Forcella D. La galleria avrebbe consentito di eliminare le due posizioni italiane
che fronteggiavano Forcella Bruckner, ed in un secondo tempo di occupare i
Torrioni, il Pianoro del Dito ed il Passo della Sentinella, al fine di condurre
un attacco nel Vallon Popera. Il piano era previsto per gli inizi della primavera
successiva, ma non venne mai portato a termine.
Il 22 ottobre si scatenava l'attacco diversivo contro il Monte Piana. Alle 4.55 partono
le prime 300 granate di grosso calibro poi per tutto il giorno prosegue il
bombardamento di artiglieria; tutte le armi della Croda Rossa tempestarono di
colpi Cima Undici, il Passo della Sentinella e tutte le posizioni italiane del
versante meridionale.
Nel pomeriggio di quello stesso giorno viene però ferito gravemente il s.ten.
Sild, colpito dalla mitragliatrice di Cima Undici. Pochi giorni dopo la stessa
sorte toccò al s.ten. Tichy.
Dopo alcuni giorni di movimenti, le truppe italiane abbandonarono definitivamente
la zona; il 4 novembre il cap. Coletti scrisse nel suo diario:
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Alle 23 lascio con l'ultimo scaglione formato dai Volontari Alpini il Crestone
Popera. E così dopo un anno di patimenti, dopo tanto lavoro, quando la Regione
era completamente sistemata con circa 2 Km di gallerie sicure e comode, con tutti
i posti serviti da teleferiche, quando ci si presentava davanti un inverno tanto
diverso da quello tremendo passato, con tanti viveri e legna accumulati con tanta
fatica, dobbiamo partire ed abbandonare il nostro Cadore all'austriaco, e perchè?
Per la mancata resistenza dei nostri: ormai non si possono fermare che al Piave,
ma torneremo certamente!
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