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La zona delle Tofane e della Val Travenanzes (chiusa tra gli sbarramenti di
Tre Sassi e di Fanes) rimase fuori dal raggio d'azione dei lavori di difesa più
importanti; gli austriaci non pensarono di comprendere quelle zone (dagli
accessi ardui) nella linea difensiva che passava per i Tre Sassi, Lagazuoi,
Fanis, Vallon Bianco fino allo sbocco orientale della Val di Fanes. Inoltre la
possibilità che Cortina d'Ampezzo si trovasse nelle vicinanze della linea del
fronte non era gradita agli abitanti della città.
Se la linea di difesa avesse congiunto le Tofane con Forcella Fiorenza ed il
Col Rosà, Cortina sarebbe stata inevitabilmente ridotta ad un cumulo di macerie.
G. Burtscher
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Ma lo sbarramento di Tre Sassi doveva essere coperto sul fianco sinistro, il che
portò all'occupazione del Lagazuoi; inoltre Forcella Travenanzes, Cima Falzarego,
Col dei Bos, ed il Castelletto dominavano la Strada delle Dolomiti e non potevano
essere lasciati agli italiani. Una volta prese queste posizioni era però necessario
coprirsi le spalle, ovvero occupare le Tofane, ma per far ciò mancavano gli
uomini.
Da sx a dx: Col dei Bos, Forcella Bos, il Castelletto e la Tofana I
Sullo sfondo il Lagazuoi ed il gruppo del Fanis
(foto webmaster)
La situazione ibrida che si venne a costituire non era gradita a molti
comandanti austriaci; lo stesso gen. Krafft Von Dellmensingen, in data 13 giugno
1915 disse:
Ancora una volta ho discusso col maggiore Pfersmann (ufficiale di stato maggiore
del comando per la difesa del Tirolo assegnato come ufficiale di collegamento al
comando di corpo d'armata germanico, ndr) la questione della Val Travenanzes,
ad ovest del Gruppo delle Tofane. Io sono dell'opinione che sarà estremamente
difficile conservare durevolmente la linea, ora tenuta da deboli effettivi.
[...]
Goiginger mi ha fatto comunicare che ritiene il possesso della valle pienamente
assicurato, e non intende perciò rinunziarvi.
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Il 18 maggio le truppe austriache vengono messe in stato d'allarme e viene loro ordinato
di raggiungere le posizioni di confine.
Il 23 maggio il Comando della Difesa Territoriale del Tirolo viene assegnato al gen.
Dankl ed ai primi di giugno il gen. Goiginger riceve il comando del Rayon V.
La zona delle Tofane faceva parte del settore di confine 9 (da Arabba al Monte
Cadin) e le truppe ivi schierate erano:
- il 165° Landstürm;
- l'Arbaiter Bataillon III/29°;
- il Marsch Bataillon X/14°;
- gli Stanschützen di Enneberg, Silz e Imst;
- reparti di finanzieri e gendarmi.
Il settore in un primo tempo fu alle dipendenze del magg. Busch (del 165° Landstürm),
poi divenne pertinenza della LI Brigata da Montagna che dall'8 giugno al 9 luglio fu
agli ordini del col. von Sparber.
I principali attacchi italiani si svolsero tuttavia presso il passo di Monte Croce verso San Candido
e nei dintorni di Carbonin verso Dobbiaco, essendo queste ultime due le vie di
invasione più corte. Nel settore 9 il maggiore sforzo italiano si produsse contro
il Col di Lana, al fine di valicare il Passo Gardena e giungere poi alla strada
del Brennero.
Da parte italiana, nel settore 9, si schierò il IX Corpo d'Armata con la 18ª
Divisione tra il Pordoi ed il Col di Lana e la 17ª Divisione tra il Col di Lana
e la Tofana III. Più avanti, verso est, stava la 2ª Divisione. L'ala destra del
IX Corpo era costituita dalla brigata Reggio che si trovò schierata tra lo
sbarramento Tre Sassi e le Tofane. Le uniche truppe alpine disponibili in zona
erano costituite dal battaglione Val Chisone (cui nel seguito si aggiunse anche
il battaglione Belluno).
Nonostante la grande sproporzione di forze in loro favore, gli italiani furono
fin troppo cauti nella loro avanzata (giustificata dai comandi con la mancanza
di truppe alpine e di artiglieria, e dalla forza naturale delle posizioni
austriache) tanto che gli stessi austriaci se ne meravigliarono. I primi seri
attacchi si verificarono solamente a luglio, ma nel frattempo gli austriaci ed
i tedeschi avevano efficacemente riorganizzato la difesa, costruendo ricoveri
(grazie al contributo del cap. Buchecker del Genio) e facendo saltare i collegamenti
stradali.
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