D'un tratto si scaricarono mille armi. Da ogni parte le palle fioccavano con
violenza, come se volessero squarciare i massi che servivano da riparo agli
jäger. Le mitragliatrici crepitavano ininterrottamente. Pareva quasi che la
roccia stessa vomitasse proiettili, poiché il nemico non si faceva minimamente
scorgere, tanto abilmente si era nascosto. Non si vedevano che pietre mulinare
con un terribile fragore, martellare furiosamente, eruttare morte e sterminio!
Ogni più piccolo anfratto, ogni appiglio, ogni spacco, ogni sporgenza sembrava
in preda alla follia e partecipava a quella tregenda. E tutto il furore si
riversava su quell'esiguo drappello di 60 Jäger! Ma costoro attendevano
imperturbabili senza rispondere, che così aveva ordinato il loro capo.
Mentre le palle e i frammenti di roccia turbinavano sopra le loro teste, sì che
l'aria si impregnava della polvere prodotta dalle pietre stritolate, essi
scrutavano acutamente attraverso le feritoie, spiavano cautamente oltre gli
spigoli dei sassi disposti a parapetto, per avere il nemico a portata dei loro
cannocchiali da puntamento, sin dal primo istante della sua avanzata. E l'istante
venne; che il tiro durò solamente un quarto d'ora. Allora, cessato il fuoco di
colpo, si ebbero alcuni secondi di silenzio; e subito dopo tutte le rupi si
animarono. In un baleno esse brulicarono di figure fosche, che scaturivano da
tutti i nascondigli del terreno frastagliato, balzavano di masso in masso,
strisciavano felinamente, si arrampicavano sulle rocce, se ne calavano, si
avventavano innanzi come in preda all'ebbrezza, seguendo i loro capi e
trascinando seco tutti gli esitanti, affascinati da una volontà irresistibile,
che tutti indistintamente spronava verso un unico punto. E i fucili degli Jäger
germanici falciarono in mezzo a loro una copiosa messe. Dapprima avanzarono
travolgenti le ondate degli Italiani, ma poi l'impeto delle prime file si
infranse, i sopravvenienti recalcitrarono davanti ai sanguinanti cadaveri e ai
disperati sguardi dei moribondi e si indugiarono dietro i massi più a lungo del
tempo necessario a riprendere fiato. Si spinsero bensì nuovamente innanzi, e
l'ondata successiva incalzò con impeto rinnovato, ma le loro file incominciavano
ormai a vacillare e la loro foga a intepidirsi. Ed allorché gli Jäger ne ebbero
di nuovo fulminato un gran numero, delimitando con pugno irresistibile un tratto
di terreno che neppure il più animoso riusciva a oltrepassare senza soccombere,
la fiumana nemica ristagnò ed alla fine si acquietò. Il primo assalto era stato
stroncato.
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