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La pausa invernale sul fronte delle Tofane si protrasse fino a primavera
inoltrata in quanto i lavori per le mine richiesero più tempo di
quanto preventivato.
Dapprima riprese l'attività delle artiglierie e dei lanciamine (circa 70
proiettili al giorno sulle linee del Lagazuoi). Le posizioni più colpite erano
Cima Falzarego (Taubenkofel), il Sasso Spaccato, il Castelletto e Forcella
Lagazuoi.
Posizioni in zona Fontananegra
(Fonte: Burtscher, "Die kampfe in der felsen der Tofana", Teutsch)
La posizione più critica per gli austriaci era Fontana Negra; il cap. Barborka
sperava di poterla abbandonare (e con essa l'intero settore di Travenanzes) ma
non potendo ottenere ciò si dedicò a rinforzarla per quanto possibile. Fece
scavare delle grotte (Kavernenfels) che sulla parte sinistra furono
munite di mitragliatrici; nel versante nord della Tofana I occupò le Tre Dita e
in primavera anche q.2578 (Tofana Piccola o Nemesis).
Il 10 maggio completò l'occupazione guidando la pattuglia con il cap. Prixner (degli
Standschützen) e lo jäger Jelinek con 30 uomini. Ancora però tra i due capisaldi
(Fontananegra e Nemesis) rimanevano dei tratti di roccia non occupati.
Il 12 marzo il s.ten. Sild respinse un attacco italiano preceduto da 2 ore di fuoco
di artiglieria, attacco che confidava nel fatto che le precedenti valanghe
avessero sepolto parte del presidio.
Anche nella parte sud della valle il Raschin si adoperò con cura al consolidamento
delle posizioni; subito iniziò lo scavo di una grotta sull'anticima del Lagazuoi
per una mitragliatrice puntata contro Cengia Martini ma già a luglio la grotta
venne distrutta. Un'altra caverna fu scavata sul terrazzo sud del Grande Lagazuoi
(presso la vedetta 14). Ai primi di giugno, Forcella Lagazuoi era talmente
munita da essere considerata pressochè imprendibile.
Oltre alla difesa il Raschin organizzò e condusse con la sua Streifkompanie
numerose incursioni di pattuglie soprattutto contro la Cengia Martini e Punta
Berrino.
Il Raschin nella primavera aveva elaborato un piano per lo sfondamento delle
difese italiane di Forcella e Col dei Bos che avrebbero reso vana la mina del
Castelletto: il 6 maggio fece eseguire una sorta di "prova generale" utilizzando
varie pattuglie:
- alf. Mumelter contro Forcella Col dei Bos;
- alf. Gusel contro Punta Berrino;
- alf. Richter contro la depressione tra Cima Falzarego e Cima Bos;
- s.ten Von Call contro il Castelletto.
La prova risultò soddisfacente e vennero promesse al Raschin due compagnie per la
fine di maggio ma non se ne fece nulla.
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