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Le gallerie del Castelletto
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In aprile (dopo la visita del gen. di Robilant, comandante della IV Armata), il lavoro viene affidato a 120 minatori suddivisi in turni di 25/30 uomini e della durata di 6 ore, mentre la vigilanza ed il collegamento sono garantiti dal 2° e 3° plotone della 77ª più una sezione mitragliatrici sotto il Castelletto (i comandi vennero affidati ai s.ten. Colle, Ravello, Pieri coadiuvati dagli aspiranti Benciolini e Piovesana, mentre la sezione mitragliatrici venne guidata dai s.ten. Girotto, Piacentini e Ventani).
Piano prospettico delle gallerie del Castelletto (Fonte: Pieri, "La nostra guerra tra le Tofane", Lint)
L'artiglieria ed i lanciabombe austriaci battevano le posizioni, provocando frane
per cui gli italiani decisero di blindare le baracche con sacchetti di sabbia e di
scavare un camminamento tra la Gran Guardia e le baracche dei minatori.
Nel frattempo il lavoro procedeva di circa 5/6 metri al giorno.
Anche Malvezzi, tornato dalla licenza, dimostrò di approvare l'idea, anche se non completamente d'accordo relativamente al punto 1. Per osservare meglio le posizioni austriache il Tissi si porta sul costone fino ad una distanza di circa 50/60 metri dalle posizioni austriache scalando il Camino dei Cappelli e costruendo nella posizione un baracchino per tre uomini. |