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A metà giugno venne inviata una perforatrice per iniziare i lavori di contromina:
ma era difettosa ed i lavori non procedevano. Il ten. Tomsa (degli zappatori)
iniziò quindi a scavare caverne sulla parete della Tofana.
Il 17 giugno il s.ten. Fortini della 96ª occupa il vecchio "osservatorio austriaco"
sul costone che dalla cima della Tofana I scende in direzione delle Tre Dita. Nello
stesso periodo si trasporta un riflettore da 90 cm sulla Punta Giovannina (fianco
nord di Forcella Fontananegra) e si stende una teleferica che sale verso la Punta
stessa. Si posta un lanciabombe presso Punta Marietta, si scavano caverne per i pezzi
da 149, si trainano 2 pezzi da 210 a Forcella Fontananegra ed altri 2 pezzi da
montagna.
Ai primi di luglio la Streifkompanie 6 riceve il cambio
dall'Alpine Detachement N.1 (ten Fleck): 2 plotoni (50 uomini) al comando
del s.ten. Burtscher vengono inviati sul Castelletto. Questi riporta:
Ormai, però, il più forte era il nemico. Da tutte le parti, da presso e da lungi,
piovevano proiettili d'ogni specie sulla posizione. Senza interruzione una
mitragliatrice nemica e un cannone di fanteria battevano lo spazio attorno al
posto di vedetta Schneeberger. Di notte, l'intero Castelletto era illuminato da
potenti riflettori. Dall'alto, dallo Scudo e dal basso volavano mine, che causavano
quotidianamente delle perdite e rendevano la vita impossibile. Anche lo Scudo
nemico era ritornato in azione.
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Il 9 luglio giunge l'ordine per il presidio di riportarsi alle pendici della Tofana
III (q.1780) per cui nella notte tra il 9 ed il 10 il Castelletto ritorna
nelle mani della Streifkompanie 6.
La "comodità" di Quota Gaspard
(Fonte: Viazzi, "Diavoli sulle Tofane", Agielle)
Il Col. Tarditi ordina al Ten. Ottolenghi (di Vallepiana) ed alla guida valdostana
Gaspard di risalire un canalone che parte dallo spiazzo situato a 2/3 della via dello
Scudo, che già Tissi, Malvezzi e Marietti hanno provato a risalire senza esito:
la posizione alla fine dello stesso passerà alla storia come "quota Gaspard". Lo
scopo è collocare un piccolo posto a metà della linea Castelletto - Cima Tofana I, da
cui battere il Castelletto ed i suoi accessi austriaci. Anche i Volontari
Feltrini provano a calarsi dalla cima della Tofana verso lo stesso posto, ma persi
due uomini, Del Vesco rinuncia all'impresa. Invece in 16 giorni Vallepiana e Gaspard
giungono sul posto (meritandosi una medaglia d'argento) che poi verrà presidiato dai
Volontari Feltrini.
Lo scavo italiano procede anche nella seconda galleria ("elicoidale") che si avvicina
sempre più alle posizioni austriache. L'unico incidente (quello dell'8 giugno) che si verifica durante lo
scavo è l'erronea apertura di una finestra nella roccia che gli austriaci prontamente
cominciano a battere mitragliatrici e lanciaspezzoni, riuscendo a ferire anche
Malvezzi. La finestra venne poi immediatamente tappata.
Ma le operazioni in zona Lana - Tofane hanno ormai assunto un aspetto assai diverso
rispetto a quelle iniziali, nelle quali l'obiettivo era giungere a Brunico passando
per la Val Badia: il nuovo scopo è rendere libera e sicura la grande via di arroccamento
delle Dolomiti e favorire il collegamento tra il I° ed il IX° CdA.
L'obiettivo del Gruppo Alpino che in aprile e maggio conduce brillanti operazioni
in zona Lana, che l'8 giugno si schianta contro Son Pauses e Croda dell'Ancona,
resta quello di conquistare il Castelletto, il Sasso Misterioso, il Vallone tra le Tofane
I e II, Cima Falzarego, Forcella Travenanzes ed in seguito la cresta che domina
l'altro lato della valle omonima.
Gli austriaci iniziano i lavori di contromina mentre dal lato italiano mancano gli
ultimi tre tratti (per un totale di 22 metri) per l'intasamento e la camera di scoppio
mentre nella galleria elicoidale viene lasciato l'ultimo diaframma di 2 metri da fare
saltare all'ultimo momento.
Per tre notti consecutive il Belluno porta le 35 tonnellate (per un costo
di 400.000 lire che a qualcuno sembrarono eccessive, ma Tissi fece notare che in
un anno di bombardamenti sul Castelletto vennero utilizzati 1.400.000 lire in
proiettili di artiglieria) di gelatina. Il 9 luglio alle 15 anche l'intasamento con
calcestruzzo, sacchetti di terra e tavole di legno è terminato.
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