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Sempre nella notte tra l8 ed il 9 luglio gli italiani sferrano un grande attacco contro
Fontananegra. Alle 1.30 del 9 la 96ª del Monte Antelao (cap. Rossi) e
la 150ª (cap. Reverberi) per un totale di 300 uomini si preparano in linea.
Alle 2 inizia il fuoco dell'artiglieria che però non batte un determinato settore
destinato alla manovra di aggiramento. Nei primi 10 minuti di fuoco, un plotone
della 96ª (s.ten. Venier con 35 uomini) si insinua, passando per l'alta destra, a tergo
del presidio austriaco. Nello stesso tempo il plotone Carugati attraversa la Tofana II
e si porta a q.2905. Dopodichè scattò l'attacco frontale ed inoltre vennero
assaliti i presidi delle Tre Dita e di Nemesis. Dopo ore di lotta accanita,
alla fine gli italiani ebbero la meglio.
I fatti descritti nel seguito sono principalmente tratti da Schemfil ("Storia
del 3° Kaiserjäger").
La "comodità" di Quota Gaspard
(Fonte: Burtscher, "Die kampfe in der felsen der Tofana", Teutsch)
La posizione austriaca di Fontananegra era situata a circa 800 passi sotto la sella
e consisteva in una linea fluttuante che si appoggiava a dei massi rocciosi.
Si divideva in ala sinistra e destra, ognuna di
3 gruppi. L'ala sinistra era assicurata dal Kavernenfels (Sasso Cubico)
in cui erano state aperte due feritoie per una mitragliatrice. Dietro vi era la
Kommandofelsen (Rocce del Comando). Da ambo i lati sull'altura vi erano
due forti punti di appoggio: il Dickschädel (Tre Dita) e la Nemesis.
Nonostante ciò la posizione era "quanto mai sfavorevole" in quanto in
vista degli italiani, eccessivamente elevata e pressochè rinchiusa. Per questi
motivi il cap. Barborka aveva sperato di poterla abbandonare, ma invece gli
erano stati assegnati alcuni lanciamine e proiettori.
Il giorno 8 luglio si trovava in posizione L'Alpinen Detachement N. 3 (cap.
Lap dei Kaiserjäger con 125 uomini ed un terzo di una compagnia del III
Landstürm); alle 2 di notte si scatenò un fuoco tambureggiante di
pezzi di ogni calibro ed anche di una mitragliatrice postata sul versante
sud-ovest della Tofana II. Durante questo fuoco, gli italiani (3° plotone della 96ª,
ten. Venier ed il 1° della 150ª, s.ten. Borella), con il favore delle tenebre e
di una fitta nebbia aggirarono l'ala destra.
Parte della Landstürmkompanie 1/III (s.ten. Pollak e Klimt) era già stata
ritirata durante il fuoco dell'artiglieria; ma una lotta accanita si sviluppò
intorno all'ala sinistra. Il cap. Lap inviò il s.ten. Wiesberger all'ala destra
ed assunse personalmente il comando dell'ala sinistra. Per due volte l'alf.
Kecht tentò di effettuare una sortita dalle caverne, ma alla fine anche quel
riparo venne circondato dagli italiani. Da dentro il cap. Lap fece fuoco con la
mitragliatrice finchè venne resa inservibile delle bombe a mano italiane. Alle 6
del mattino la posizione era in mano italiana.
Le perdite italiane furono di 22 morti e 57 feriti, mentre da parte austriaca si
parla di 170 (190 secondo altre fonti) soldati e 9 ufficiali nelle mani degli italiani (fonte dott. Sild)
oltre a 100.000 cartucce, 470 bombe a mano, 4 mitragliatrici, 2 lanciamine, 2400
scatole di conserva, 1900 pacchi di riso.
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Il capitano austriaco Lap, nel consegnare la sua pistola al capitano Rossi chiede:
"voglio sapere se il miei Kaiserjäger si sono battuti con valore". Alla risposta
affermativa del cap. Rossi, aggiunge: "se non fossero stati reparti alpini ad attaccare,
non avremmo perduto le nostre posizioni fortissime"
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La perdita più grave per gli austriaci fu però un'altra: durante il fuoco della
mattina, il cap. Barborka accorse con alcuni portaordini verso il luogo minacciato
ma lo trovo già occupato dagli italiani. Con il moschetto di un uomo della sua
scorta fece fuoco contro gli italiani ma fu ferito a un piede. Si volse verso la
posizione Lauer (seconda linea dietro l'ala sinistra) per chiamare a rinforzo il
plotone che ivi stazionava ma fu colpito da una scheggia e successivamente anche
da alcuni colpi di mitragliatrice.
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