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Conquista Italiana delle Tre Dita e Nemesis
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Contemporaneamente all'azione per la conquista del Masarè si svolgono due azioni sul fianco. una a sud in direzione Tre Dita, ed una a nord, da cima Tofana III verso la Nemesis per battere il tergo della linea austriaca. Tre Dita (q.2760)
Le Tre Dita erano un osservatorio d'artiglieria, protetto da 2 mitragliatrici in
tre caverne. La notte sul 9 luglio il 2° plotone della 96ª (ten. Verzegnassi) parte
da Forcella Fontananegra e passando per Punta Marietta giunge al vecchio osservatorio
austriaco alle 1.30. Qui si uniscono ai Volontari Feltrini (secondo il Berti, un
ufficiale con pochi uomini ed una mitragliatrice tolta alla Tofana I) e poi cercano di scendere verso
le Tre Dita, mentre un'altra pattuglia tenta di scendere con delle corde sul rovescio
della posizione. Queste azioni non riescono per le difficoltà del percorso, per
cui i reparti ripiegano verso Punta Marietta alle prime luci dell'alba. Nemesis (q.2758)
Per quanto riguarda il versante settentrionale del Masarè, si deve provvedere a tenere
a bada il caposaldo austrico durante l'attacco al Masarè del 9 luglio e poi tentare
di sloggiarne il presidio austriaco. Il cap. Rossi assegna il compito ad un tenente
alpinista (ten. Carugati) e a 17 uomini con una mitragliatrice. Questi sale sulla
Tofana III (q.3237) per osservare il terreno. Verso le 22 dell'8 luglio scende verso
la sella a q.3093 tra la Tofana II e la Tofana III. Di là, scende per il ghiacciaio
Ovest, contorna a sud la gran fascia di rocce basali del ghiacciaio e ne segue il
piede verso nord-ovest. I suoi 17 alpini gli vanno dietro. Finito il ghiacciaio
raggiungono il crestone ovest (a questo punto circa 100 metri di dorsale piatta li
separano dalla q.2905). Viene piazzata la mitragliatrice che domina la Nemesis ed
il Masarè; attendono fino alle 2 l'attacco dei commilitoni contro il Masarè. La
mitragliatrice sgrana quasi mezzo nastro contro la Nemesis, poi viene puntata contro
il Masarè. Nel frattempo il tenente con tre alpini raggiunge un piccolo posto austriaco
che nel frattempo è stato abbandonato. Verso le 4 la mitragliatrice ed i fucili
vengono ripuntati contro il Masarè; ma anche l'artiglieria austriaca inizia a prendere
di mira la nuova molesta posizione italiana. Tra le 4.30 e le 5 la situazione al
Masarè volge a favore degli italiani, per cui l'arma cessa il fuoco e gli alpini
si mettono al riparo. A sera gli alpini ritornano sulla Tofana III per la stessa
via percorsa la sera precedente. |