|
|
Vigilia di guerra
|
|
Il giorno 11 maggio la 96ª compagnia del Pieve di Cadore (cap. Rossi) si attesta sul Monte Piana, Val Popena Bassa e Val Rimbianco; la 75ª (cap. Gatto Roissard) su Forcella Lavaredo e Passo Fiscalino. La 67ª (cap. Busolli) in Val dell'Acqua con piccole guardie a Forcella Col di Mezzo e Forcella dell'Arghena. Lo stato maggiore (magg. conte Buffa di Perrero) e 2 batterie da montagna sono invece acquartierati a Misurina; il comando del battaglione, nello specifico, si posiziona in Ricovero Val dell'Acqua. La restante compagnia, la 68ª (cap. Baratta) è dislocata sul Col Quaternà e sui Frugnoni (sopra Sesto).
Le Tre Cime di Lavaredo viste da N (Fonte: archivio Morell)
Il 12 maggio avrebbe dovuto occupare la linea di confine il IX/3° Landesschützen
(cap. Jaschke): il 1° plotone della 1ª compagnia riceve l'ordine di
trincerarsi sulle forcelle Lavaredo, Pian di Cengia e Giralba ma le trova
già occupate dagli italiani. Non potendo scacciarli con la forza, per non
compromettere le trattative diplomatiche in corso, gli austriaci si
attestano sulla Bödenalpe ed alla testata della Valle della Rienza con due
manipoli, mentre il resto del plotone si stabilisce presso il rifugio
Tre Cime ed il Frankfurter Würstel. Altri 14 uomini (sotto il comando
dell'asp. Gruber) bloccano la Bacherntal presso il rifugio Zsigmondy.
Non esistendo ancora ricoveri la compagnia fu sistemata per metà nel
rifugio Tre Cime (che fungeva anche da sede del comando) e per la
rimanente metà nell'hotel Alpensee. Come rinforzo arrivarono 36
standschützen di Sesto e 35 tra gendarmi e finanzieri. |