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L'episodio del Paterno
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Poichè dal Paterno si può dominare tutto l'altopiano delle Tre Cime, il suo possesso era
per gli austriaci una necessità tattica in quanto avrebbero potuto controllare le
posizioni italiane fino alla Forcella Pian di Cengia, minacciare Forcella Lavaredo ma
soprattutto impedire agli italiani di dirigere efficacemente il tiro dell'artiglieria.
Il Paterno dal Rif. Tre Cime (foto webmaster)
Gli artiglieri italiani nel seguito issarono un cannone sulla Forcella del Camoscio ed
il 19 giugno distruggono un baraccamento ad ovest della Torre di Toblin: due giorni dopo
lo stesso cannone centra in pieno l'hotel Alpensee.
Il cap. Jaschke (IX/3° Landesschützen) disapprova l'operazione Paterno e si pone in
aperto contrasto con il capo di Stato Maggiore col Von Huttenbrenner, motivo per cui
viene trasferito al comando del 167° battaglione del Landstürm (zona Sesto Pusteria): il
suo posto viene assegnato il 30 giugno al cap. von Wellean. Questi, non essendo comunque un
esperto di guerra in montagna, si consulta con le guide: Forcher ritiene l'operazione
possibile solo se vi partecipa anche Innerkofler, che viene immediatamente convocato
sull'altopiano il 3 luglio alle 9. Alle 16 si discute del progetto ed Innerkofler sostiene
che tutta la sua pattuglia sarebbe morta se sulla cima del Paterno si troverà anche un solo
italiano (e lui personalmente ne aveva visti almeno una decina il 30 giugno quando assieme al
ten. Heinsheimer era salito sulla Croda Rossa di Sesto). Il cap. Von Wellean lo lascia
libero di partecipare all'azione ma Sepp non solo accetta ma impedisce al figlio Gottfried
di salire assieme a lui ("basta che la mamma pianga per uno solo di noi"). Disposizioni d'attaccoIl cap. Von Wellean dispose quanto segue:
Esecuzione dell'attaccoDopo essersi radunato presso le rovine del rifugio Tre Cime, il plotone attraversa verso le ore 1 di notte il Toblinger Riedel ed i reticolati difensivi, cominciando a risalire il ghiaione che sale verso la Forcella del Camoscio che però è ghiacciato. Ci volle più tempo del previsto, per cui non raggiunsero in tempo utile i due punti di sosta sotto gli strapiombi e quindi la colonna rimase per intero sulla selletta scelta per la preparazione.
Foto scattata durante l'azione del 4 luglio (Fonte: Lichem, "Guerra in solitudine", Athesia)
Alle 4 parte il primo colpo degli obici austriaci che però cade assai vicino al
plotone in attesa, mentre i colpi successivi riuscirono a centrare la cima. Cessato
il fuoco, i sei uscirono dall'ultimo camino ma vennero presi a fucilate dagli
italiani: Forcher viene colpito ad una coscia e torna indietro per farsi medicare.
Innerkofler lancia alcune bombe a mano che però non esplodono e nel momento in cui
si sporge viene colpito e precipita incastrandosi nel camino sottostante.
I superstiti si rendono conto di non avere più speranze e rimangono al riparo fino
a sera.
L'ultimo viaggio di Sepp tra le sue Tre Cime (Fonte: Lichem, "Guerra in solitudine", Athesia) Non manca però la versione che vede Innerkofler vittima del fuoco delle mitragliatrici austriache. |