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L'«azione Tre Cime»
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Il 2 luglio il comando di divisione austriaco ordina di impadronirsi del Col di Mezzo (q. 2324)
per dominare la conca di Misurina. L'azione è affidata al IX/3° Landesschützen, con
l'appoggio dell'artiglieria. La sera del 3 luglio, sul far della notte, si dovrà tentare
di sfruttare la sorpresa per conquistare la Croda dell'Arghena, la quota di confine
2104 ed il Col di Mezzo, con drappelli separati, che si dovranno trincerare
solidamente sul posto per rimanervi. Due squadre di riserva si fermeranno sul
Sattelberg (q. 2296) e presso la croce (q. 2232) per attaccare il Col di Mezzo
nel caso in cui l'attacco notturno non riuscisse.
La Grava Longa che i soldati austriaci dovevano risalire (foto webmaster) La situazione era talmente confusa che le guide Piller e Rogger avrebbero dovuto partecipare ad entrambe le azioni ma vista la sfortunata esperienza del Paterno, non parteciparono alla seconda azione. Quindi la sera del 4 luglio le truppe si diressero alle posizioni di attacco senza alcuna guida. Primo drappelloL'alf. Kargl ed il serg. magg. Klapeer (di ben 68 anni!) avanzarono con i loro uomini sulla Lange Alpe per attaccare di sorpresa q. 2728 cioè la forcella ad ovest della Cima Ovest di Lavaredo ed il Col di Mezzo. A metà del canalone che porta a q. 2728 vengono scorti dagli italiani che lanciano sassi e bombe a mano (il Klapeer rimane ucciso) e sono quindi costretti a ritirarsi sul Sattelberg. Il giorno dopo rimangono esposti al tiro degli italiani e nella notte rientrano nelle posizioni di partenza. Secondo drappello
L'alf. Karner scese con alcune pattuglie (comandate dai cadetti Plank, Katzian,
Leiss e Haslinger) nella Rienztal per poi risalire il canalone sotto la Croda
dell'Arghena. Partono alle 5 del 5 luglio e raggiungono la forcella a nord della
Croda dell'Arghena (q. 2005) ma non possono procedere oltre per non esporsi al fuoco
italiano proveniente dal Monte Piana. |