Via da Cortina d'Ampezzo
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Il 28 ottobre una colonna di soldati italiani scendeva lungo la strada da Pocol
e si mescolava alle truppe che scendevano dal Tre Croci e da Fiames. Il 29 veniva
sgombrato l'ospedale 040 del Cristallo ed il commissario Gandolfi prescriveva
lo sgombero di tutti gli uomini tra i 16 ed i 60 anni. Il 30 i maestri venivano
invitati a lasciare il paese per essere portati a Tai e poi a Sottocastello.
Anche il clero cortinese aveva sempre simpatizzato per gli austriaci, tanto che le autorità militari italiane avevano provveduto ad internare a Novara il Pievano don Antonio Pallua ed incarcerato i due cappellani don Frena e don Corradini, accusati di spionaggio. Al posto di questi furono posti un sacerdote di Auronzo, uno di Valle ed uno di S. Vito. Già il 10 novembre transitavano per Cortina i reparti del 97° IR austro-ungarico e si insediavano le nuove autorità (Capitano distrettuale, responsabile del Censo, giudice distrettuale). Il 14 iniziavano a transitare i primi prigionieri italiani che erano avviati verso Dobbiaco. La punta massima si raggiunse il 20 quando passarono quasi 7000 prigionieri italiani, catturati nella zona di Ponte nelle Alpi o in Carnia. |