Nasce a Roma il 7 marzo del 1877 dove muore il 23 ottobre del 1934.
Il giovane patrizio (Nobile dei Duchi di Sermoneta, Nobile Romano, Patrizio Napoletano,
Nobile di Velletri) nasce da una delle più antiche famiglie d'Italia. Suo padre
è il principe Onorato, sua madre Ada Costanza Bootle Wilbraham.
Nonostante le sue nobili origini, Gelasio Caetani non vorrà mai avvalersi del proprio
grado sociale. Laureatosi ingegnere a San Pietro in Vincoli, si specializza nella
tecnica mineraria, affermandosi fortemente negli Stati Uniti, ove inizia la sua
esperienza come semplice operaio: in pochi anni conquista, soltanto grazie alla
sua professionalità, una posizione di prim'ordine.
All’annuncio dell'intervento italiano nella prima guerra mondiale torna in Patria
per arruolarsi volontario. Reclutato col grado di sottotenente del Genio (8ª compagnia,
1° reggimento zappatori) è l’ideatore dell’epica mina del Col di Lana, uno fra
gli episodi più notevoli della guerra 15-18. La croce dell'Ordine Militare di Savoia
e tre medaglie d'argento stanno a significare il valore da lui dimostrato durante
gli eventi bellici.
Congedatosi dopo la vittoria, Gelasio si occupa della bonifica dei suoi possedimenti
nell'Agro Pontino, operazione che tecnicamente varrà da esempio e da modello anche
per i successivi interventi di risanamento di quelle zone intrapresi dal regime
fascista. Si dedica inoltre a studi e ricerche sulla storia della sua millenaria
casata, con l'esplorazione e la pubblicazione sistematica dell’archivio della
Domus Caietana, traendone alcuni volumi di particolare importanza.
Nel 1921 viene nominato Senatore e successivamente, dal 1922 al 1927, assume la
carica di Ambasciatore a Washington.
Tornato in Italia si dedica nuovamente all'agricoltura e agli studi, trovando nuova
passione nel dedicarsi anche alla scultura.
Dal 14 luglio del 1929 è socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei.
Muore a Roma il 23 ottobre del 1934.
Una vita piena la sua, da gran signore, ma anche da gran lavoratore, che gli valse
l’attribuzione di ben quattro lauree "ad honorem".
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