Figlio di Vito-Alcide e Raffaella Renna, Ruggero De Simone nasce il primo giorno
dell’anno 1896 a S. Pietro Vernotico, allora in provincia di Lecce, al centro
della penisola Salentina.
Suo padre è medico ed ha prestato servizio col grado di maggiore nella Regia Marina;
sua madre, in paese, si fa apprezzare per il buonsenso e l’altruismo che quotidianamente
sa dimostrare.
Ruggero è il loro secondogenito: quattro anni prima era venuto al mondo Giovanni e
nel 1904 verrà alla luce anche Eugenio, il terzo figlio maschio.
I tre fratelli crescono e Giovanni, il maggiore, intraprende gli studi di ingegneria;
Eugenio, più tardi, si iscriverà alla facoltà di farmacia. Ruggero invece, fin da
ragazzo, si sente attratto dall’agricoltura: lo affascinano specialmente i campi
coltivati, i pascoli, i vigneti e i secolari alberi d’olivo che abbelliscono la
sua terra. Si iscrive così all’Istituto agrario ma, all’età di vent’anni, scoppiata
la Prima Guerra Mondiale, vedendo partire per il fronte molti suoi compagni, decide
di offrire anch’egli il proprio contributo alla Patria. Parte come volontario e
dopo aver frequentato il corso ufficiali, viene inviato alla scuola di specializzazione
a Sdricca di Manzano, nei pressi di Udine, dove, sotto la guida del colonnello
Giuseppe Bassi, si stanno preparando i nuovi contingenti speciali voluti dai generali
Capello e Grazioli. Si tratta di reparti di combattimento altamente qualificati e
autonomi nei quali, oltre a una rigorosa preparazione individuale, viene data particolare
importanza allo spirito di corpo. Ruggero, di carattere estroverso e affidabile
di natura, ha ben presto modo di dimostrare anche il suo grande coraggio. Nominato
tenente, viene quindi giudicato idoneo ad assumere il comando di un plotone del neo
costituito V Reparto d’Assalto. Altri quattro plotoni vengono affidati ai tenenti
Gua, Paolotti, Carozzi e all’aspirante Mugna; a completamento del contingente viene
assegnata anche la sezione lanciafiamme comandata dal sottotenente Del Sole.
A settembre, agli ordini del capitano Pomponi, il V Reparto d’Assalto si trova a
Santo Stefano di Cadore alle dipendenze della 2ª Divisione.
Solo allora, il 4 ottobre del 1917, Ruggero scrive ai suoi genitori avvertendoli
di essersi arruolato. Sua madre, pur angustiata dal pensiero di sapere suo figlio
in pericolo, è allo stesso modo fiera, in cuor suo, dell’amor patrio che egli dimostra
di avere.
Poco tempo dopo il V Reparto è inviato nei pressi di Misurina alle dipendenze del
54° Reggimento Fanteria della brigata Umbria.
Da alcuni giorni sul Monte Piana l’artiglieria austriaca sta eseguendo, su vasta
scala, tiri di inquadramento. Alle cinque di mattina del 22 ottobre, oltre un centinaio
di pezzi concentrano il fuoco sulle posizioni italiane. Contemporaneamente i kaiserjäger
escono dalle loro trincee ma vengono fermati dal tiro incrociato delle mitragliatrici,
dal filo spinato e dai colpi d’artiglieria. Le bombarde austriache e i lancia mine
continuano comunque la loro opera di distruzione e alcune posizioni italiane devono
essere abbandonate. Nel tentativo di riconquistarle, il V Reparto d’Assalto, assieme
ad alcune compagnie di alpini, contrattacca di slancio. Combattendo alla testa del
suo plotone Ruggero De Simone viene ferito alla bocca da una scheggia di granata.
Ciò nonostante mantiene il comando e continua a incitare i suoi compagni all’assalto.
Venuto a diretto contatto con i kaiserjäger, viene ferito a un braccio e poi a una
gamba. Chi gli intima la resa riceve come risposta i colpi della sua pistola di
ordinanza e il grido: «Viva l’Italia!». Colpito in fine al cuore, Ruggero De Simone
muore all’età di vent’anni.
Quella disperata azione è una delle ultime battaglie affrontate sul Monte Piana:
pochi giorni più tardi, dopo la rotta di Caporetto, i combattimenti si sposteranno
sul fronte del Piave.
Appena un mese dopo aver saputo che il figlio era partito per la guerra come volontario,
Raffaella, la madre di Ruggero, riceve la tremenda notizia della sua morte. Sceglie
comunque di non indossare il lutto perché, dice, l’abito nero non si addice al ricordo
di chi, liberamente, ha scelto di donare la propria vita alla Patria.
Finita la guerra le spoglie di Ruggero De Simone vengono riportate al suo paese
natale accolte dalla popolazione con grande commozione e orgoglio. A suo padre,
quel giorno, viene consegnata una medaglia d’oro a ricordo degli ultimi, eroici,
momenti della vita di un ragazzo di vent’anni: suo figlio.
A suo onore, a San Pietro Vernotico, in via Monte Piana, gli viene intitolata una
scuola. All’inaugurazione, in veste di madrina, è presente anche sua madre.
Sul Monte Piana, tra le Dolomiti, viene innalzato un cippo alla memoria.
Il nome di Ruggero De Simone è scolpito, assieme a quelli di altri eroi del suo paese,
su una delle due lapidi poste ai lati del vecchio Palazzo comunale in Piazza del Popolo.
Inoltre, in commemorazione del 90° anniversario della sua morte, nel 2007, la filiale
delle Poste Italiane di Brindisi gli dedica un annullo speciale.
Si ringraziano per la gentile collaborazione e le informazioni fornite:
il Comune di S. Pietro Vernotico e il sig. Carlo Livera della Scuola R. De Simone.
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