I soldati Italiani
Italo Lunelli
(Archivio Franco Licini)

Nasce a Trento il 6 dicembre 1891 e muore a Roma il 25 settembre 1960.

Compie gli studi medi a Trento (che lascia nell'ottobre del 1914), e quelli universitari a Roma, nella facoltà di lettere. Appassionato alpinista e rocciatore di primissimo ordine, alterna gli studi alle ascensioni ardite. Nel settembre del 1911, in stagione già avanzata, sale sulla cima del Campanile Basso di Brenta per issarvi il tricolore e lasciarvelo ben visibile fino alla primavera. E uno dei fondatori della Sezione Universitaria della S.A.T. A Roma si iscrive alla facoltà di lettere. Si dedica quindi a un’attivissima propaganda per l’intervento dell’Italia in guerra. Si arruola volontario nel 7° reggimento alpini sotto falsa identità assumendo il nome di Raffaele Da Basso. Su segnalazione di Cesare Battisti viene scelto fra i cinque volontari (Giuseppe Cristofolini, Ruggero Lenzi, Giuseppe Piffer, Riccardo Trenti e Italo Lunelli) che per ordine del Ministero della Guerra dovevano compiere un'azione ardita in Alto Adige. Accantonato questo progetto, il Ministero lo assegna al fronte dell'Isonzo. Raggiunto il fronte di Tolmino, nel maggio del 1915, combatte a Dolje e sul Vodil. A ottobre è inviato a frequentare un corso per allievi ufficiali e nel gennaio del 1916 è nominato aspirante. Poco dopo viene incaricato dal comandante del settore Padola–Visdende, in Cadore, di tentare l’occupazione del Passo della Sentinella in Val Pusteria. Lunelli, occupata preventivamente Cima Undici alla testa di un plotone speciale di rocciatori da lui appositamente addestrati ed equipaggiati, nella notte sul 16 aprile, cala di sorpresa sul Pianoro del Dito sovrastante il Passo obbligando il presidio austriaco alla resa. Per quell’impresa, con regio decreto del 28 aprile del 1925, gli verrà concessa la medaglia d’oro al valor militare.
Ancora nel 1916 ottiene dal Comando di Corpo d'Armata un encomio solenne per una successiva azione alpinistica alla Torre Trento e quindi la Croce d'Oro al valor militare di San Venceslao di III ordine, decorazione russa.
Nel marzo del 1917, promosso tenente, si distingue per il suo coraggio nella battaglia del Monte Fontanel, sul massiccio del Grappa, dove viene decorato di medaglia d’argento.
Nel luglio del 1918 passa al 52° reparto alpini d’assalto col quale combatte fino alla conclusione della guerra meritando un encomio e una croce di guerra.
Congedato nell’agosto del 1919, il 12 settembre dello stesso anno partecipa all’impresa di Fiume comandata da Gabriele d’Annunzio.
Nel 1922 si laurea in lettere.
Rientrato a Trento, viene assunto quale responsabile della biblioteca comunale frequentando contemporaneamente anche l’università di Bologna alla facoltà di Giurisprudenza dove nel 1930 ottiene anche la laurea di avvocato.
Nel 1924 viene eletto deputato al Parlamento e sarà riconfermato in quella carica fino al 1940.
Nel 1932 sposa Luisa Maccaferri.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, viene assegnato all’11° Reggimento Alpini e prende parte ai combattimenti sul fronte francese. Promosso tenente colonnello, combatte col 6° Alpini sul fronte occidentale e in Grecia. Nel marzo 1942 per insorti problemi di salute, ha contratto il tifo, viene rimpatriato. Trascorre quindi la convalescenza con la famiglia ad Ozzano dell’Emilia. Con la conclusione della guerra riprende la residenza a Bologna dove riapre il suo studio di avvocato.
Dal 1950 al 1952 è presidente della sezione ANA Bolognese-Romagnola.
Colto da improvviso malore, il 25 settembre del 1960 muore a Roma e viene sepolto con tutti gli onori nel cimitero del Verano nel reparto dedicato alle medaglie d’oro.

Nel 1961 viene a lui intitolato il rifugio che sorge in località Selvapiana (m. 1500) a nord del quale s’erge il panorama di Cima Undici, Passo della Sentinella.
A lui sarà intitolata anche la Sezione Alpini all’estero di Ottawa in Canada.