Guido-Carlo Zanalda nasce il 12 aprile 1894 da Cesare e Carolina Gentinetta.
Varzo, il suo paese natale, è una località della Val Divedro, allora in provincia di Novara,
posta sulla strada che conduce al passo del Sempione.
Dopo le scuole elementari, Guido completa gli studi a Torino dove si diploma ragioniere. Spinto da
amor patrio, nel 1914 frequenta il corso per allievi ufficiali di complemento ottenendo, in pochi mesi,
la nomina a sottotenente. Destinato al 54° reggimento di fanteria, brigata Umbria, ancor prima della
dichiarazione di guerra, parte dalla sede di Ivrea per raggiungere il confine in occupazione avanzata
nell'alta Val Boite, tra San Vito di Cadore e Cortina d'Ampezzo.
All'inizio del conflitto, il suo plotone viene impiegato in azioni di guerriglia e di ricognizione lungo
la Strada di Alemagna e il 28 luglio si trasferisce, col resto della Brigata, nel settore dell'Ansiei dove
il reggimento va ad occupare una posizione d'avamposto in Val Popena, lungo la strada che da Misurina porta
verso Ponte Paludetto, ai piedi del Monte Piana.
Ai primi di agosto il generale Fioretta ordina che: "... il 54° spinga sottili reparti lungo le pendici
occidentali di Monte Piana, formati di elementi scelti, con speciale equipaggiamento, per infiltrarsi ed
aggirare le posizioni nemiche". Si tratta di operazioni alle quali sono chiamate pattuglie di arditi ed
anche il plotone del sottotenente Zanalda, assieme ad un'altra pattuglia comandata dal sergente Efisio Lupo,
si spinge avanti, nel fitto del bosco, nel tentativo di conquistare un avamposto.
Durante l'azione Zanalda viene investito dalle schegge di uno shrapnel scoppiato poco lontano da lui e
colpito gravemente alla testa muore in pochi minuti.
L'azione prosegue guidata dal caporalmaggiore Valentino Solari, ma anch'egli cade centrato da un colpo di fucile.
Rimasto solo, il sergente Lupo unisce i resti del reparto ai suoi fanti conducendoli al combattimento,
ma poco dopo viene egli stesso colpito a morte.
Nei giorni successivi gli austriaci contrattaccheranno nel tentativo di riconquistare i due blokhaus
conquistati dagli italiani ma saranno respinti dai fanti della 9ª, 11ª e 12ª compagnia.
(Si ringrazia il Comune di Varzo per la gentile collaborazione)
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