La Storia
La costruzione fu iniziata tra la fine del 1897 e l'inizio del 1898 e terminata
nel 1901. Tra il 1910 e il 1911 al forte venirono effettuati dei lavori di
ammodernamento della struttura, per seguire l'arte militare che si era modificata
nel corso degli anni.
La funzione del forte era quella di respingere una possibile avanzata del Regio
Esercito Italiano, che provenendo dalla Valle del Bòite (Cortina d'Ampezzo) o
dalla Val Cordevole (Caprile) con l'obiettivo di proseguire verso la Val Badia,
ovvero in Val Pusteria.
L'opera è costruita su tre piani in muratura a pianta rettangolare. I lati verso
la Valparola e il Passo Falzarego erano dotati di feritoie (che potevano inoltre
essere chiuse con pesanti imposte d'acciaio) e cannoniere.
Le stanze erano riscaldate con stufe di ghisa ed illuminate con lampade a petrolio.
Per coprire il fabbisogno d'acqua si ricorreva in parte alla raccolta dell'acqua
piovana dal tetto ed in parte pompandola dal Lago di Valparola. Nello scantinato
vi era una piccola cripta con tre loculi.
Il forte e l'annesso "magazzino vettovagliamento" potevano ospitare una guarnigione
di 110 uomini con al comando 4 ufficiali. Durante il bombardamento del 5 luglio
3 di essi (un ufficiale, un aspirante ed un soldato) morirono.
Nelle vicinanze venne costruita (1897-1898) una caserma difensiva in muratura con
tetto in legno a pianta rettangolare. Era dotata di feritoie e due cannoniere.
Dall'esterno dell'opera si può vedere il punto in cui entrò la granata italiana
da 260 mm.
Armamento
Due cannoni da 60 mm in casamatta puntati verso il Passo del Falzarego (probabilmente
doveva essere stata in origine prevista l’installazione di due cupole armate con obici).
Due cannoni da 80 mm mod.98 puntati verso sud.
Per la difesa ravvicinata il forte era armato di 4 mitragliatrici pesanti e 36
feritoie con affusti per fucile e mitraglia, che puntavano nella direzione di Sief,
Col di Lana e passo Falzarego.
Fonti:
Wikipedia
Fortificazioni.net
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